• 12 Maggio 2026 22:06

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Breve cronistoria della guerra commerciale tra Pechino e Washington

Mag 12, 2026

AGI – La guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina inizia nel 2018, durante la prima presidenza Trump, con il presidente americano che il 22 gennaio di quell’anno annuncia dazi tra il 20% e il 50% su pannelli solari e lavatrici importati dalla Cina. Il tira e molla prosegue fino al gennaio 2020 quando viene firmato un accordo di “fase uno” che porta a una riduzione delle tariffe e impegni di Pechino ad aumentare l’acquisto di beni americani. Le tensioni proseguono anche sotto la presidenza di Joe Biden che aumenta le tariffe al 100% sui veicoli elettrici, al 50% sulle celle solari e al 25% su batterie per veicoli elettrici, minerali critici, acciaio e alluminio.

Nuovi dazi all’inizio del mandato

Si arriva alla seconda presidenza Trump. Appena insediato, il primo febbraio 2025, il tycoon incrementa le tariffe sui beni cinesi del 10%. Immediata la risposta di Pechino che il 4 febbraio annuncia tariffe del 15% sui prodotti a base di carbone e gas naturale liquefatto e del 10% su petrolio greggio, macchinari agricoli e automobili di grossa cilindrata.

La risposta americana e le contromisure cinesi

Un mese dopo la risposta americana: incremento di un ulteriore 10% dei dazi doganali sulle merci cinesi, portandoli a un totale del 20%. Il 4 marzo la Cina impone un dazio del 15% su pollo, grano, mais e cotone provenienti degli Stati Uniti e dazi del 10% su sorgo, soia, carne di maiale, carne bovina, prodotti ittici, frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari originari degli Stati Uniti.

Il 2 aprile 2025 è il Liberation Day con il presidente americano che annuncia nuove tariffe globali. Quelle sui beni cinesi vengono incrementate di un ulteriore 34%. La Casa Bianca conferma che le tariffe si sarebbero sommate alle precedenti imposizioni, con un’aliquota effettiva del 54% su tutte le importazioni cinesi negli Stati Uniti a partire dalla settimana successiva. Dopo un botta e risposta che porta le tariffe su alcuni beni cinesi fino al 245%, il 12 maggio i due paesi raggiungono un accordo per ridurre le tariffe nel tentativo di allentare le tensioni commerciali. Gli Stati Uniti accettano un livello del 30% sui prodotti made in China, mentre Pechino risponde con riduzioni sui prodotti statunitensi al 10%. Entrambe le parti concordano di valutare la situazione dopo 90 giorni.

LA “TREGUA” FINO A NOVEMBRE 2026

Dopo l’accordo di Ginevra di maggio 2025, i dazi reciproci di Trump scendono dal 145% al 30% circa (a seconda dei beni), mentre la Cina riduce le sue contromisure dal 125% al 10%. Restano in vigore dazi settoriali aggiuntivi su acciaio, alluminio, autoveicoli e categorie specifiche. A ottobre 2025 le due potenze concordano il prolungamento della “tregua” commerciale temporanea di un anno, che scadrà a novembre 2026. Il focus ora è sull’estensione di questa tregua, anche in vista della visita di Trump a Pechino che inizierà domani.

Crescono le esportazioni nonostante i dazi

Nonostante i dazi, ad aprile 2026 le esportazioni cinesi verso gli Usa sono aumentate dell’11,3% su base annua, segno che i dazi hanno avuto un impatto limitato sulla “macchina da esportazione” cinese. In sintesi, la situazione è molto più distesa rispetto alla fase critica del 2025, quando i dazi erano arrivati al 145%, ma rimane un livello base significativo intorno al 30% per la maggior parte dei prodotti.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close