• 11 Maggio 2026 10:44

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MotoGP GP Francia, tripletta Aprilia, Ducati perde Marquez: le pagelle

Mag 11, 2026

Fabio Quartararo e Johann Zarco a Le Mans sentono aria di casa e trovano sempre il modo di estrarre il massimo potenziale, rispettivamente, da Yamaha e Honda. Il vincitore dell’edizione 2024 è stato il più veloce delle prequalifiche del GP di Francia, con il giro record di 1’29”907. Nella sessione asciutta si sono visti i primi capitomboli con le scivolate di Pedro Acosta e Francesco Bagnaia.

Johann Zarco ha chiuso davanti a Fabio Di Giannantonio e il numero 63 del team factory della Ducati, che ha fatto il tempo prima di crollare al suolo. Quarto crono per Alex Marquez con la Ducati del team Gresini Racing, quinto per la Honda di Joan Mir. Sesto e settimo tempo per le Aprilia ufficiali di Jorge Martin e Marco Bezzecchi, mentre Marc Marquez sulla Rossa è apparso subito in affanno.

Le qualifiche sono state uno spettacolo con miglior tempo siglato da Francesco Bagnaia. Quest’ultimo non strappava una pole position dal GP di Malesia dello scorso ottobre. Il torinese ha siglato un super 1:29.634, battendo di 12 millesimi il compagno di squadra e di 23 millesimi Marco Bezzecchi. Una prima fila infuocata e una seconda che si è aperta con Fabio Di Giannantonio, a soli 65 millesimi dal poleman, davanti a Pedro Acosta e Fabio Quartararo.

Pecco, alla pole numero 28 in top class, si era lamentato anche dell’abbassatore, forse allarmato dal record della pista (1:29.288) siglato da Marc Marquez nel Q1. Il talento di Cervera non è riuscito a ripetersi nel momento clou della qualifica e i problemi sono arrivati puntali nella Sprint Race, dove sono state le Aprilia di Jorge Martin e Marco Bezzecchi a salire in cattedra.

Com’è andata la Sprint Race

A Le Mans i rider si sono dati battaglia con un Bezzecchi partito a fionda in Curva-1. L’italiano ha preso il comando nei primi metri, ma con un capolavoro assoluto nella S successiva Jorge Martin ha strappato al compagno di squadra dell’Aprilia la leadership. Marc Marquez, in lotta inizialmente con Pecco Bagnaia, è crollato anche alle spalle di Mir prima dello schianto che gli ha procurato la rottura del quinto metatarso del piede destro.

Al di là del pericolosissimo high-side che non ha permesso al 9 volte iridato di correre il GP di Francia, il pilota è volato in Spagna per operarsi anche alla spalla destra che, dopo il tonfo di Mandalika del 2025, continua a dargli noia. Si tratta di un intervento programmato perché il ducatista non riusciva più a gestire la mobilità del braccio. Una vite piegata toccava il nervo radiale e influiva sull’arto, creando un problema anche nella posizione di guida sulla moto. L’inseguimento alla decima corona iridata pare già compromesso.

Quarto posto per Pedro Acosta sulla KTM, che ha preceduto Fabio Quartararo, Joan Mir e Ai Ogura (Aprilia Trackhouse). Completano la top-10 un deludente Alex Marquez (ottavo con la Ducati Gresini) e le LCR di Diogo Moreira e Johann Zarco. Sono finiti al suolo Fabio Di Giannantonio, Franco Morbidelli, Enea Bastianini e Luca Marini. Jorge Martin si è confermato uno specialista delle Sprint Race, mandando un segnale al Bez.

Bagarre nel GP di Spagna

Allo spegnimento dei semafori Marco Bezzecchi è scattato come un fulmine, mentre alle sue spalle Bagnaia è rimasto in un groviglio di moto, scivolando alle spalle anche di Fabio Quartararo, Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio. A Jorge Martin non è riuscita la partenza a fionda della Sprint Race e ha girato in settima posizione. Al primo giro è scivolato Alex Marquez, rimanendo al suolo per qualche istante di paura.

Marco Bezzecchi ha dettato sin dai primi istanti un ritmo costante, mentre alle sue spalle il campione della Yamaha è stato scavalcato da Acosta e Bagnaia. Ancora più indietro Jorge Martin ha cominciato la sua rimonta, liberandosi di Joan Mir e Ai Ogura. Pecco, all quinta tornata, ha sverniciato Fabio Quartararo, mettendo nel mirino Pedro Acosta. Al settimo giro il torinese ha superato di gran carriera l’enfant prodige della KTM, cucendo il gap dalla ruota posteriore dell’Aprilia RS-GP26 del leader romagnolo. Come al solito il torinese ha sbagliato ed è finito al suolo, mandando alle ortiche la possibilità di giungere sul podio.

Entusiasmante la sfida tra Jorge Martin e Di Giannantonio che se ne sono date di santa ragione per la quarta posizione. Martin ha approfittato della caduta di Pecco e si è portato a 9 giri dal termine della corsa al secondo posto, scavalcando con scioltezza Acosta. Martinator ha superato Bezzecchi a 3 tornate dalla fine con una super manovra. A Le Mans 3 Aprilia davanti a tutte sul podio hanno fatto al storia con Ogura del team satellite che ha sopravanzato Acosta nel finale.

I top 3

Jorge Martin: 10 e lode – Garona del madrileno che con grande aggressività ha rimontato con sorpassi chirurgici. Il suo ritmo a Le Mans è stato indiavolato e, a 3 giri dalla fine, ha completato un capolavoro, battendo il teammate. Tornato alla vittoria dopo quasi 600 giorni, in una fase importante, ha comandato la tripletta storica per l’Aprilia, portandosi in graduatoria a -1 dal Bez.

Marco Bezzecchi: 8 – Gran Premio solitario grazie una super partenza, ma sul più bello a pochi km dal traguardo si è dovuto piegare alla furia di Martinator. Si è tenuto stretto il secondo posto e la leadership del mondiale in vista della prossima sfida catalana.

Fabio Quartararo: 7,5 – Premiamo il francese che su una M1 inguidabile è riuscito a portarla al traguardo in sesta posizione dopo una partenza da applausi alle spalle del plotone di Aprilia. Inavvicinabile anche la KTM di Acosta e la Ducati di Fabio Di Giannantonio, ancora una volta migliore ducatista della domenica.

I flop 3

Pecco Bagnaia: 5,5 – Pole position, ritmo costante al vertice e sorpassi chirurgici. Senza la pressione di Marc Marquez avrebbe potuto avere un immenso beneficio in questa fase di campionato, ma tutto è durato troppo poco. La Ducati Desmosedici GP26 si è espressa bene nei primi settori dell’iconica pista transalpina, ma alla fine Pecco è caduto sul più bello. Non riesce a scrollarsi la pressione dalle spalle e lo si è visto in partenza e nella fase di pressing di Acosta. A salvare la faccia alla Casa di Borgo Panigale ci ha pensato ancora una volta Di Giannantonio (voto 6,5).

Brad Binder: 3 – Gara pessima del sudafricano che da valore aggiunto per KTM è diventato un problema. Pedro Acosta (voto 7,5) lo sta surclassando e, nonostante l’esperienza, non merita ad oggi una conferma per il nuovo corso della Casa austriaca. La caduta ha evitato un quattordicesimo posto al traguardo.

Alex Marquez: 2 – Dopo l’exploit di Jerez de la Frontera lo spagnolo del team Gresini Racing è crollato al suolo nelle prime battute. Non avrebbe mai immaginato un inizio di stagione così complicato sulla Desmosedici GP26. Questa caduta pesa come un macigno in ottica classifica mondiale con un gap dalla vetta di 73 punti, esattamente come il numero che porta sul cupolino.

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