• 4 Maggio 2026 18:27

Corriere NET

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La crisi dell’auto tedesca, missili e Cina salvano gli stabilimenti Volkswagen

Mag 4, 2026

L’industria automotive tedesca sta attraversando una fase molto complicata, per via soprattutto delle difficoltà del programma di elettrificazione. Sotto i riflettori, in particolare, c’è il Gruppo Volkswagen e i suoi stabilimenti che, fino a pochi anni fa, rappresentavano il motore dell’industria tedesca e che oggi sono in crisi.

Per garantire un futuro ai suoi centri produttivi, il Gruppo tedesco ha avviato un programma di diversificazione delle attività, che potrebbe portare alla cessione di un impianto a un’azienda non attiva nel settore automotive, con una riconversione della struttura.

Nel frattempo, uno stabilimento storico dell’azienda potrebbe essere ceduto a un’altra protagonista del mercato delle quattro ruote, BYD, che si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante sul mercato. Queste operazioni potrebbero garantire anche un salvataggio di numerosi posti di lavoro.

Volkswagen supporta la difesa israeliana

I piani del Gruppo Volkswagen prevedono una futura chiusura per lo stabilimento di Osnabrück, come previsto dagli accordi di fine 2024 con i sindacati. Le attività dovrebbero terminare nel corso del 2027, ma all’orizzonte sembra esserci la possibilità di un nuovo futuro per l’impianto.

Volkswagen, infatti, sarebbe in trattativa con Rafael Advanced Defense Systems, l’azienda che ha contribuito in modo considerevole alla creazione dell’Iron Dome, lo scudo contro gli attacchi missilistici realizzato da Israele. Al momento le informazioni sono ancora frammentarie, ma sembrerebbe che Rafael Advanced Defense Systems sia interessata ad acquistare lo stabilimento per avviare una conversione mirata alla produzione di componenti per sistemi missilistici (escludendo la parte relativa agli esplosivi).

Volkswagen potrebbe essere attratta da uno scenario di questo tipo: Osnabrück non rientra nei piani futuri e rappresenta una questione ancora aperta, considerando gli oltre 2.300 dipendenti che attualmente lavorano nella fabbrica. Un’eventuale cessione all’azienda israeliana (interessata a sfruttare l’aumento della spesa militare annunciato dalla Germania) rappresenterebbe uno scenario ottimale per Volkswagen, che non ha trovato un modo per garantire un futuro all’impianto, almeno per ora.

In trattativa con BYD?

Nel frattempo, il Gruppo tedesco sta lavorando anche al futuro dell’impianto di Dresda, noto come Gläserne Manufaktur (fabbrica trasparente). Anche in questo caso, l’azienda non ha trovato il modo di garantire la produzione futura e, quindi, sta valutando alcune opzioni. Già in passato è stata annunciata una partnership con il Politecnico locale per avviare una serie di attività di ricerca e sviluppo. Questo progetto, però, non è in grado di soddisfare l’intera capacità produttiva dello stabilimento.

Per questo motivo, Volkswagen sta valutando ipotesi alternative. Una di queste passa per un accordo con BYD, azienda sempre più di riferimento per il mercato automotive, anche in Europa, come confermano i recenti dati di vendita. Volkswagen potrebbe cedere l’impianto di Dresda (o almeno una parte) a BYD, che avrebbe così la possibilità di produrre auto elettriche direttamente in Europa, seguendo l’esempio di Tesla con il suo impianto di Berlino.

In questo modo, i due stabilimenti del Gruppo tedesco avrebbero un nuovo futuro, uno legato all’industria della difesa e l’altro al settore automotive ma con a capo un’azienda destinata a diventare una delle principali concorrenti di Volkswagen nel corso dei prossimi anni.

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