Non serve un’ammiraglia di lusso per entrare nel cuore di una conduttrice di successo: l’auto di Francesca Fialdini le ha tenuto compagnia a lungo nonostante non fosse la “prima della classe”. Resistendo indenne alle buche e alle sfide della metropoli, la Fiat Panda l’ha scarrozzata tra un set e l’altro a Roma. E oggi, se ci ripensa, la presentatrice prova un po’ di nostalgia, mentre la congeda dai suoi doveri capitolini, dopo migliaia di chilometri e altrettanti ricordi.
Uno stile senza tempo
Nella sua versione restyling, la Fiat Panda prima serie (progetto 141) di Francesca Fialdini è un pezzo storico dell’Italia. Si tratta pur sempre del modello originario, nato nel 1980 e aggiornato a metà dello stesso decennio, ideata dalla Casa con uno stile semplice, ma non banale. Le parole sgorgano impetuose nei saluti su Instagram, a corredo di un post dove si riconosce in maniera piuttosto nitida la vettura post-1986: la mascherina nera con il logo Fiat a barre inclinate, i fari rettangolari e il cofano piatto lasciano poco spazio a dubbi.
Niente fronzoli e niente assetto rialzato da 4×4, la sua è la configurazione a trazione anteriore nella sua veste più autentica. Al suo interno troviamo interni spartani con la plancia rigida e la strumentazione Veglia Borletti, in un’esperienza sensoriale d’epoca, mentre per quanto riguarda il motore resta il mistero: potrebbe essere una 750 o una 1000 Fire, ma in assenza di loghi identificativi sulla carrozzeria sarebbe azzardato tentare di indovinare la cubatura esatta. A ogni modo, si trattava di un allestimento semplice, probabilmente una delle versioni base tanto gettonate negli anni Novanta.
Il racconto della conduttrice è un diario di bordo lungo anni. La “Pandina” è stata testimone di una Roma vissuta intensamente, dove la paura di rimanere a piedi non esisteva, se non per qualche sbadataggine nel fare benzina. Un legame così autentico da far sorridere anche i grandi della TV, Francesca ricorda ancora le risate di Fabrizio Frizzi, che ogni volta le chiedeva se funzionasse ancora.
Pur di averla accanto, la Fialdini scendeva a compromessi: accettava lo sforzo muscolare di uno sterzo senza assistenza e la danza dei finestrini a manovella, oltre a un freno a mano pigro. Persino la polvere sulla carrozzeria passava in secondo piano. Francesca ammette infatti di non lavarla quasi mai, un po’ per risparmiare acqua e un po’ per quella strana certezza che il fascino della sua compagna di viaggio non ne avrebbe risentito.
Nonostante le peripezie – dalle multe alle batterie scariche, fino ai continui “sequestri” del carro attrezzi a Settebagni – la priorità era riaverla indietro, fino al momento in cui la “Pandina” è emigrata in orizzonti più dolci, nel litorale apuano di Marina di Massa. Ma sorprenderebbe poco scoprire che, tra un impegno e l’altro, Francesca chiami i suoi per sincerarsi che la piccola sia ancora pronta a scattare.
Da noi… a ruota libera: tra leggerezza e riflessione
In attesa di scoprire se la “Pandina” farà qualche altra apparizione nei suoi racconti social, l’impegno televisivo di Francesca Fialdini prosegue domenica 3 maggio con un nuovo capitolo sul piccolo schermo. Subito dopo Domenica in, alle 17:20, arriva Da noi… a ruota libera, il programma che accompagna il pubblico verso la prima serata con un tono fresco, positivo e sempre attento alle storie di vita.