• 18 Aprile 2026 22:19

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Imola accende il WEC: Hyperpole alla Ferrari e Kimi Antonelli per il via alla gara

Apr 18, 2026

All’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari l’aria è elettrica, densa di aspettative e di quel rombo profondo che solo il WEC sa regalare. La 6 Ore di Imola 2026, primo round stagionale, è molto più di una gara: è un manifesto tecnico, una sfida industriale, un racconto sportivo che si consuma sul filo dei millesimi. E oggi, con la Hyperpole della Ferrari di Antonio Giovinazzi, tutto converge verso un unico punto: la prestazione pura.

Ferrari detta il ritmo

Il weekend pre-gara di Imola ha confermato una verità che nel paddock si respira già da tempo: la Ferrari è il riferimento, ma non ha alcun margine per rilassarsi. La 499P ha mostrato una solidità impressionante ma il successo è tutt’altro che scontato. Alle sue spalle, le rivali dimostrano quanto il livello sia esasperatamente alto. In un WEC così equilibrato basta un dettaglio in gara per ribaltare tutto. Imola, in questo senso, sta raccontando una Ferrari forte, completa, ma ancora immersa in una battaglia totale, dove ogni vantaggio va difeso giro dopo giro.

Prologo

Tutto è iniziato martedì 14 aprile, una giornata di test ufficiali per costruire la stagione. Prima ancora delle libere, una giornata per capire gli equilibri del campionato. Ferrari si è subito messa in evidenza, mostrando una solidità impressionante sia sul giro secco che sul passo gara.

Il dato più interessante è stato un altro, la profondità della griglia. In pista 35 vetture tra Hypercar e LMGT3 per un WEC 2026 che si è presentato come uno dei campionati più competitivi degli ultimi anni. Il Prologo non ha assegnato punti, ma ha racconta una verità, quella che nessuno può permettersi errori.

Prove libere 1

La giornata di venerdì 17 aprile ha immediatamente lanciato un messaggio forte al paddock: la Ferrari resta il riferimento. Nella prima sessione di prove libere, le tre 499P hanno monopolizzato la vetta della classifica, con la numero 83 di Philip Hanson davanti a tutti in 1’31″739.

A seguire la numero 50 di Miguel Molina e la numero 51 di James Calado. Un risultato che non è solo simbolico ma la conferma di una macchina nata bene, evoluta meglio e già perfettamente integrata con il tracciato di Imola. La temperatura mite e l’asfalto in progressiva evoluzione hanno favorito una lettura chiara dei valori in campo. Dietro, però, restano in scia, tutte racchiuse in pochi decimi già nelle prime fasi del weekend.

Prove libere 2

Nel pomeriggio del venerdì, lo scenario si è fatto più complesso. Ferrari restava competitiva, ma il margine si assottigliava e anzi a dominare è stata la Alpine numero 35 di Christian Milesi. Gli avversari hanno iniziano a mostrare il proprio potenziale. Le condizioni più calde dell’asfalto hanno cambiano il comportamento delle gomme e messo in evidenza un dato chiave, la gara sarà una partita di gestione oltre che di velocità. Il verdetto del venerdì? Ferrari favorita, ma non imbattibile. E soprattutto equilibrio totale.

Prove libere 3

La terza sessione di libere del sabato mattina 18 aprile, è stata l’ultimo banco di prova prima delle qualifiche. Meno tempo, più pressione. I team hanno lavorato su due fronti, la simulazione qualifica e la gestione traffico. Le Ferrari hanno continuato a brillare, ma con margini ormai ridotti al minimo. Il gruppo Hypercar è compattissimo, segno di un Balance of Performance (BoP) che a Imola sembra aver centrato l’obiettivo.

Hyperpole

Prima una sessione di qualifiche di pochi minuti, poi la Hyperpole per i migliori dieci. È qui che il talento del pilota incontra la perfezione tecnica della vettura. La Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi conquista la pole position della classe regina dell’endurance con il tempo di 1’3′”127. Un risultato importante perché a Imola partire davanti significa controllare il ritmo, evitare traffico e costruire una strategia vincente fin dal primo stint. Secondo a sorpresa la Toyota di Ryo Hirakava staccato di 0,011s.

Le riflessioni

Imola non è un circuito qualsiasi. È una pista che punisce gli errori, esalta la precisione e premia il coraggio. Curve come Acque Minerali e Rivazza trasformano ogni giro in un esercizio di equilibrio tra rischio e controllo. Non basta essere veloci, bisogna essere perfetti. La Ferrari gioca in casa, non solo geograficamente, ma emotivamente. Il pubblico del WEC spinge, la domenica il tifo si sente e ogni giro veloce diventa un boato.

Ferdinando Cannizzo, Responsabile Ferrari Endurance Race Cars, ha commentato a fiawec.com: “Nelle corse di resistenza come in qualsiasi competizione, il successo precedente non garantisce nulla; semmai alza l’asticella. Il nostro obiettivo sarà quello di estrarre il massimo assoluto dal pacchetto che abbiamo oggi, gara dopo gara. Il nostro approccio è lo stesso che ci ha permesso di costruire le basi dei risultati della scorsa stagione. Le prestazioni sono la somma di innumerevoli piccoli dettagli, la maggior parte dei quali non sono visibili esternamente. È qui che abbiamo concentrato i nostri sforzi. Tutto ciò che facciamo nelle prime gare deve essere preso di mira non solo a ottimizzare le prestazioni per Imola e Spa, ma anche a raccogliere input affidabili per la nostra simulazione, sapendo che la configurazione della vettura e l’assetto ottimale su una pista ad alta efficienza come Le Mans sono completamente diversi da quelli che usiamo alle altre piste del campionato”.

Il dettaglio: Kimi Antonelli

Il dettaglio che rende ancora più speciale la 6 Ore di Imola 2026 è che, a sventolare la bandiera verde, ci sarà Kimi Antonelli. Un gesto simbolico, ma potentissimo. Antonelli rappresenta il futuro del motorsport italiano, la nuova generazione che sta già bussando alle porte dell’élite mondiale. La sua presenza a Imola non è solo una celebrazione, ma un passaggio di testimone ideale tra passato, presente e futuro. Nel tempio della velocità italiana, un giovane talento darà il via a una gara che mescola tecnologia estrema e tradizione pura.

Attesa per la gara

La fotografia del primo weekend dell’anno del Mondiale WEC è chiara: Ferrari davanti, ma sotto pressione. I rivali sono pronti a colpire sfruttando un equilibrio totale nei valori in campo. Strategia e gestione saranno decisive. La 6 Ore di Imola è pronta a partire, una battaglia lunga sei ore che nasce in dieci minuti. La gara di sei ore è in calendario domenica 19 aprile dalle ore 13:00.

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