• 18 Aprile 2026 20:01

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Passaggio a livello, l’incidente mortale di Alexander Manninger fa riflettere

Apr 18, 2026

Nel panorama della mobilità europea, i passaggi a livello sembrano appartenere a un’altra epoca. Eppure, nonostante la progressiva modernizzazione delle infrastrutture, continuano a rappresentare un punto critico per la sicurezza stradale ancora trascurato.

L’ultimo tragico episodio, che ha coinvolto l’ex portiere Alexander Manninger, riporta l’attenzione sul problema. In Europa, ogni anno, centinaia di persone perdono la vita proprio in corrispondenza di questi attraversamenti. Il dato è tanto più significativo se si pensa che oggi esistono tecnologie avanzate, sistemi di segnalazione intelligenti e normative sempre più stringenti. Eppure, in molti casi, il rischio resta alto, soprattutto dove le protezioni sono quasi assenti.

La dinamica dell’incidente

La notizia ha colpito tutto il mondo dello sport e non solo. Alexander Manninger, ex portiere austriaco con un forte passato in Italia è rimasto vittima di un incidente ferroviario avvenuto in Austria, a Nussdorf am Haunsberg. Era poco dopo le 8 del mattino del 16 aprile quando il Volkswagen Multivan che stava guidando è stato travolto da un treno all’altezza di un passaggio a livello. L’impatto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo al 48enne.

Dopo il ritiro dal calcio nel 2017, Manninger aveva intrapreso una nuova vita, lontano dai riflettori, dedicandosi al lavoro di falegname. Una quotidianità semplice, interrotta bruscamente da un evento che riporta alla luce una realtà spesso sottovalutata: gli attraversamenti lasciati liberi, perciò senza sbarre. Le indagini sono ancora in corso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto, ma il contesto è già sufficiente per sollevare interrogativi importanti sulla sicurezza di questi incroci tra strada e ferrovia.

Con e senza sbarre

Non tutti i passaggi a livello sono uguali. Alcuni sono dotati di sbarre automatiche, segnalazioni luminose e acustiche, mentre altri si limitano a semplici cartelli stradali e luci intermittenti.

A livello europeo la situazione non è delle più rosee, con circa il 47% degli attraversamenti non dotato di barriere fisiche, mentre il restante 53% dispone anche di sbarre. Questo significa che quasi la metà dei passaggi a livello richiede una maggiore attenzione da parte degli utenti della strada, affidandosi in gran parte al comportamento umano e alla prudenza. In Italia la situazione è fortunatamente ben diversa: solo il 17% degli attraversamenti è privo di sbarre, segno di un’infrastruttura mediamente più sicura.

Poi rimane la centralità del fattore umano, con l’errore che gioca un ruolo decisivo anche con i sistemi più avanzati. Distrazione, fretta o sottovalutazione del rischio possono trasformare pochi secondi in una tragedia.

300 morti l’anno

Se si guarda ai dati complessivi, il fenomeno assume contorni ancora più netti. In Europa, ogni anno, circa 300 persone perdono la vita in incidenti legati ai passaggi a livello. In termini percentuali, si tratta di circa l’1% degli incidenti mortali stradali. Un numero che può sembrare marginale, ma che diventa significativo se inserito nel contesto più ampio della sicurezza europea.

Ancora più preoccupante è il fatto che questo dato non mostra segnali di diminuzione negli ultimi anni. Dal 2013 a oggi, il numero di vittime è rimasto sostanzialmente stabile. E non si tratta solo di automobilisti: tra le vittime ci sono anche pedoni, ciclisti e conducenti di mezzi pesanti. Questo conferma come il problema sia trasversale e non legato a una singola categoria di utenti della strada.

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