AGI – Sono già 120 i pedoni (79 maschi e 41 femmine) investiti e uccisi sulle strade italiane dal primo gennaio 2026 ad oggi: ben 60, la metà del totale, avevano più di 65 anni. Ad aggiornare la drammatica contabilità è l’Osservatorio Asaps-Sapidata, secondo cui nel primo trimestre di quest’anno a perdere la vita sono stati 116 pedoni, il 9,4% in più rispetto ai 106 dello stesso periodo dell’anno scorso. Nel dettaglio, i decessi sono stati 47 a gennaio, 29 a febbraio, 40 a marzo.
La regione con il maggior numero di vittime (16, di cui una a Milano) è la Lombardia, davanti a Lazio (13, di cui 6 a Roma), Piemonte (12), Veneto (12), Campania (10), Toscana (9), Liguria (8), Puglia (8), Emilia Romagna (7), Sicilia (6), Calabria (5), Umbria (4), Marche (3), Friuli Venezia Giulia (3), Abruzzo (2) e Sardegna (2).
Le circostanze degli investimenti mortali
Gli investimenti mortali avvenuti sulle strisce pedonali, sempre dall’1 gennaio, sono stati complessivamente ben 58 su 120 (il 48,3%). Tredici gli episodi di pirateria stradale, con il responsabile fuggito senza prestare soccorso, l’ultimo a Vicenza a fine marzo. Non mancano i casi di pedoni investiti mentre camminavano tranquilli sul marciapiede.