• 7 Aprile 2026 13:58

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Tremano ancora i Campi Flegrei, scossa di magnitudo 3.3

Apr 7, 2026

AGI – Nuovo sciame sismico in corso nei Campi Flegrei. La scossa più rilevante alle 4.32 del mattino, con magnitudo preliminare 3.3, a una profondità di 2,4 km ed epicentro nei pressi della Solfatara. Altra scossa avvertita dalla popolazione dell’area compresa tra Pozzuoli e alcuni quartieri di Napoli alle 4.38, di magnitudo 2,6. Non si registrano danni. In corso verifiche. 

Campi Flegrei, Ingv: “La vera insidia sono le esplosioni freatiche”

“Il sistema è in movimento, e prima o poi accadrà. È un vulcano attivo. Anche il Vesuvio prima o poi erutterà. Ma oggi il magma non si muove. La vera insidia, adesso, è l’ipotesi di esplosioni freatiche: quelle sì, sono imprevedibili”. Il presidente dell’Ingv, Fabio Florindo, fa il punto con l’AGI sulla situazione sismica e vulcanica dei Campi Flegrei, dopo l’ennesima scossa avvertita in città. “Spesso si confondono due fenomeni, il bradisismo e il rischio sismico – spiega Florindo – il primo e’ un processo lento di sollevamento o abbassamento del suolo, tipico delle aree vulcaniche. Ai Campi Flegrei siamo in fase di sollevamento da oltre 20 anni, per un totale di circa 145 centimetri. Un sollevamento causato da gas caldi in pressione, non da magma in risalita. Il rischio sismico invece è una formula: pericolosità per esposizione e per vulnerabilità. Conta se ci sono persone, quante ce ne sono, e in che tipo di edifici vivono”.

“Abbiamo una sorta di ‘campana’ che si solleva dal centro dei Rioni Terra – la sua risposta – e tutta l’area attorno è sottoposta a stress. La crosta si deforma e ogni tanto rilascia energia. Si generano fratture e quindi piccoli sciami. L’evento di oggi, ad esempio, ha avuto epicentro nel cratere degli Astroni, più interno rispetto a quello di ieri, ma sempre dentro l’area in sollevamento”.

Florindo entra nel merito: “Non è tanto l’eruzione classica che ci preoccupa, ma le esplosioni freatiche. In un sistema idrotermale attivo, se i gas caldi entrano in contatto con falde superficiali, possono provocare vere e proprie esplosioni: il terreno, le strade, le case vengono letteralmente scaraventati in aria. E quelle sono difficili da prevedere”. L’Ingv, però, lavora con una rete di monitoraggio tra le più avanzate al mondo.

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