Quasi 30.000 le multe già notificate, altrettante quelle in arrivo e una terza tranche sul punto di essere estratta dai server della Polizia locale. Finite le Olimpiadi 2026, un’amara sorpresa ha atteso migliaia di motociclisti a Milano. I numeri fanno impressione, con circa 90.000 verbali pronti a colpire l’utenza delle due ruote in transito, tra il 2 febbraio e il 18 marzo, lungo i 9 km di circonvallazione tra viale Serra e piazzale Lodi. Secondo stime attendibili, tra le notifiche già spedite e quelle ancora da elaborare, il tesoretto che il Comune si appresta a incassare oscilla tra i 5,2 e i 7 milioni di euro. Ma a rendere la situazione paradossale non è il divieto in sé, quanto il metodo scelto per comunicarlo.
La sicurezza passa per un nastro adesivo?
Palazzo Marino ha motivato la decisione citando la necessità di tutelare i flussi olimpici e la sicurezza stradale. Peccato che lungo la circonvallazione i cartelli autorizzanti l’accesso alle due ruote siano rimasti invariati. L’unica novità è stata la comparsa di una “X” di nastro adesivo rosso applicata sopra i simboli dei veicoli difficile da notare. Nella nota ufficiale, il Comune ha così spiegato la ratio del provvedimento:
“Per garantire, da un lato tempi di percorrenza adeguati agli spostamenti degli atleti, dall’altro per incrementare i livelli di sicurezza per i conducenti delle due ruote in un contesto di traffico intensificato e di regolazione prioritaria dei flussi”
Diciotto multe a testa: la rivolta dei “seriali”
Le telecamere hanno colpito a ripetizione i motociclisti, e qualcuno si aspetta addirittura di ricevere fino a 48 verbali per lo stesso tragitto quotidiano. Tra le vittime eccellenti figura anche l’avvocato Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano, che percorre quotidianamente il tratto della discordia in scooter:
“Sono a quota 18. Non basti mettere dello scotch sui cartelli per rendere valido un provvedimento e considerare compiuta un’informazione. Un conto è la parte normativa, che riguarda la misura regolarmente contenuta in una modifica di ordinanza, un’altra è quella giurisprudenziale, che contempla il “come“ quella regola sia stata applicata alla realtà”
Benenti, che ha già annunciato una pioggia di ricorsi, solleva a Il Giorno un punto che accomuna migliaia di sanzionati:
“Sarebbe una buona cosa se il Comune annullasse le multe in autotutela”
Il dilemma del Codice della Strada
Il senso di ingiustizia corre forte tra i varchi di via Friuli, dove gli uffici della Polizia locale restano fermi: pagare o contestare. Ma per molti, accettare la sanzione comporta sborsare cifre a tre o quattro zeri, poiché i sensori elettronici sono posizionati a ogni incrocio, spesso a poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Paolo, un designer di 43 anni docente all’università, sintetizza il dubbio legale che porterà davanti al Giudice di Pace:
“Tutte le modifiche effettuate su un percorso abituale devono essere chiare e leggibili: il sistema dello scotch è contemplato dal Codice della strada?”
Spenti i riflettori delle Olimpiadi sono spenti, resta aperta la battaglia legale. Può un pezzo di nastro adesivo rosso valere 7 milioni di euro di sanzioni? La risposta spetterà ai giudici, mentre Milano fa i conti con un’eredità che non ha nulla di sportivo.