• 25 Marzo 2026 9:01

Corriere NET

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Biglietti Mondiali troppo cari, parte il reclamo all’Ue contro la Fifa

Mar 25, 2026

AGI – Un reclamo formale alla Commissione europea contro la Fifa. È la strada scelta dalla Fse, la Federazione europea dei tifosi, dopo aver visto cadere nel vuoto l’appello lanciato a dicembre per ‘calmierare’ il prezzo, giudicato esorbitante, dei biglietti dei prossimi Mondiali di calcio. All’iniziativa si è associata Euroconsumers, un’organizzazione che rappresenta i consumatori di tutto il continente: la tesi è che la Fifa abbia usato il suo monopolio sulla vendita dei tagliandi “per imporre ai tifosi condizioni che non sarebbero mai accettabili in un mercato competitivo“.

“Per molti, si tratta di un’esperienza irripetibile“, premettono i ricorrenti: nessun evento attira folle di tifosi come un Mondiale, anche perché il torneo in programma tra Usa, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio ospiterà per la prima volta 48 squadre. Da qui la richiesta alla Fifa di abbandonare la sua “politica dei prezzi dinamici“, di “congelare le tariffe” per la prossima fase di vendita ad aprile e di pubblicare il numero di ticket rimanenti per ogni categoria “almeno 48 ore prima”.

I prezzi esorbitanti e le pratiche contestate

Secondo Fse e Euroconsumers, i biglietti più economici per la finale partono attualmente da 4.185 dollari (3.609 euro), “oltre sette volte di più” rispetto al prezzo dei Mondiali del 2022 in Qatar. Nel mirino anche quella che viene definita “pubblicità ingannevole” per un biglietto della fase a gironi a 60 dollari, “praticamente esaurito prima ancora di essere messo in vendita”. Di fatto, le stesse regole di vendita opache visto che “ubicazione dei posti“, “posizione dello stadio” e persino “nomi delle squadre in campo” non sarebbero garantiti al momento dell’acquisto. Le due organizzazioni denunciano anche l’uso da parte della Fifa di “tattiche di vendita aggressive“, compresa l’applicazione di una commissione del 15%.

La risposta della Fifa e l’impatto sui prezzi

La Fifa non ha ancora commentato il reclamo. A metà febbraio, dopo la seconda fase di vendita dei biglietti, il presidente, Gianni Infantino, aveva assicurato che tutte le 104 partite si sarebbero giocate con il sold out. Secondo lui, ci sono state “508 milioni di richieste (di biglietti) in quattro settimane per circa 7 milioni di biglietti disponibili, richieste provenienti da oltre 200 Paesi in tutto il mondo”. È come se, in un mese, ci fossero state 104 edizioni del Super Bowl“, la finale del campionato di football americano, l’evento sportivo più seguito negli Stati Uniti, ha spiegato: “E ovviamente – aveva concluso – questo ha un impatto sui prezzi“.

AGI – Un reclamo formale alla Commissione europea contro la Fifa. È la strada scelta dalla Fse, la Federazione europea dei tifosi, dopo aver visto cadere nel vuoto l’appello lanciato a dicembre per ‘calmierare’ il prezzo, giudicato esorbitante, dei biglietti dei prossimi Mondiali di calcio. All’iniziativa si è associata Euroconsumers, un’organizzazione che rappresenta i consumatori di tutto il continente: la tesi è che la Fifa abbia usato il suo monopolio sulla vendita dei tagliandi “per imporre ai tifosi condizioni che non sarebbero mai accettabili in un mercato competitivo”.
“Per molti, si tratta di un’esperienza irripetibile”, premettono i ricorrenti: nessun evento attira folle di tifosi come un Mondiale, anche perché il torneo in programma tra Usa, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio ospiterà per la prima volta 48 squadre. Da qui la richiesta alla Fifa di abbandonare la sua “politica dei prezzi dinamici”, di “congelare le tariffe” per la prossima fase di vendita ad aprile e di pubblicare il numero di ticket rimanenti per ogni categoria “almeno 48 ore prima”.
I prezzi esorbitanti e le pratiche contestate
Secondo Fse e Euroconsumers, i biglietti più economici per la finale partono attualmente da 4.185 dollari (3.609 euro), “oltre sette volte di più” rispetto al prezzo dei Mondiali del 2022 in Qatar. Nel mirino anche quella che viene definita “pubblicità ingannevole” per un biglietto della fase a gironi a 60 dollari, “praticamente esaurito prima ancora di essere messo in vendita”. Di fatto, le stesse regole di vendita opache visto che “ubicazione dei posti”, “posizione dello stadio” e persino “nomi delle squadre in campo” non sarebbero garantiti al momento dell’acquisto. Le due organizzazioni denunciano anche l’uso da parte della Fifa di “tattiche di vendita aggressive”, compresa l’applicazione di una commissione del 15%.
La risposta della Fifa e l’impatto sui prezzi
La Fifa non ha ancora commentato il reclamo. A metà febbraio, dopo la seconda fase di vendita dei biglietti, il presidente, Gianni Infantino, aveva assicurato che tutte le 104 partite si sarebbero giocate con il sold out. Secondo lui, ci sono state “508 milioni di richieste (di biglietti) in quattro settimane per circa 7 milioni di biglietti disponibili, richieste provenienti da oltre 200 Paesi in tutto il mondo”. È come se, in un mese, ci fossero state 104 edizioni del Super Bowl”, la finale del campionato di football americano, l’evento sportivo più seguito negli Stati Uniti, ha spiegato: “E ovviamente – aveva concluso – questo ha un impatto sui prezzi”.

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