Non vi sono buone notizie per i veicoli stranieri che “useranno” la Svizzera in futuro per raggiungere altre destinazioni europee. In tanti staranno programmando un avventuroso viaggio in moto o in auto con l’obiettivo di prendere parte agli eventi organizzati in Austria o ai BMW Motorrad Days a Garmisch-Partenkirchen. L’evento tedesco, confermato come punto di incontro centrale tra i centauri, proporrà in estate tour alpini guidati, show ed esposizioni.
Considerati gli elevati costi del Paese elvetico, l’hub principale per gli appassionati di due e quattro ruote sono diventate le realtà limitrofe. Il piccolo territorio costituito da 26 cantoni si trova “in mezzo” rappresentando uno snodo fondamentale per tagliare attraverso le Alpi, sfruttando i grandi valichi della Confederazione Elvetica. Sino ad oggi bastava pagare la vignetta autostradale, ovvero una quarantina di euro per 14 mesi, per attraversare senza patemi le reti stradali svizzere. AI piani alti hanno deciso che era arrivato il momento di darci un taglio, valutando l’introduzione di una nuova tassa.
Mazzata per gli stranieri
Il Consiglio degli Stati, lo scorso settembre, ha approvato una mozione per introdurre una tassa di transito per tutti i veicoli immatricolati all’estero. A marzo 2026 anche il Consiglio Nazionale si è pronunciato sulla questione e ha dato l’approvazione. Arriverà una proposta di legge che andrà a tutelare i residenti e i pendolari dei cantoni più trafficati che si lamentano da anni del traffico di passaggio. In base ai dati del Parlamento, le ore di coda sono aumentate a dismisura tra il 2000 e il 2023.
Nella proposta di legge si andrebbe a valutare una registrazione automatica delle targhe ai valichi di frontiera. Se tra l’ingresso e l’uscita dalla Svizzera trascorrono meno di 12 ore senza una “sosta significativa” nel Paese, il veicolo straniero dovrà provvedere al pagamento del contributo aggiuntivo. Il costo non sarà fisso, ma è prevista una tariffa dinamica legata al traffico in tempo reale. Tradotto: nei fine settimana di punta, nei ponti e in piena stagione estiva si pagherà di più rispetto ai periodi di bassa stagione. Il sistema è insidioso e potrebbe avere anche degli effetti negativi sul turismo. Vi saranno automobilisti e motociclisti che cambieranno l’itinerario o non pernotteranno pur di evitare ulteriori spese.
La tassa vale anche per i valichi alpini
Non sarà possibile risparmiare evitando l’autostrada e imboccando i passi di montagna. In base a quanto stabilito la tassa non varia in base all’itinerario percorso, ma dipende unicamente dal tempo trascorso in territorio svizzero. Il conteggio parte dall’istante in cui si supera il confine. Per i motociclisti italiani che amano i grandi passi elvetici che danno accesso all’Europa settentrionale è una pessima notizia. A novembre 2024, il Consiglio Federale si era espresso contro sulla proposta, sollevando dubbi di incostituzionalità.
Un pedaggio solo agli stranieri potrebbe violare i principi di uguaglianza fiscale sanciti dalla Costituzione elvetica. In attesa di una pronuncia definitiva, entrambe le camere hanno dato il via libera alla mozione. Non si esclude un referendum popolare, tuttavia la questione potrebbe slittare di mesi. Inoltre, la Svizzera dovrebbe dotarsi anche di una infrastruttura specifica per il controllo automatico e il pagamento del pedaggio extra. L’unica certezza è che la vita di un automobilista europeo sta diventando sempre più dispendiosa.