• 24 Marzo 2026 16:48

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L’endometriosi pesa su studio e lavoro per una donna su 4

Mar 24, 2026

AGI – L’endometriosi può avere un impatto significativo sui percorsi formativi e lavorativi fino a una donna su quattro tra chi ne soffre, soprattutto nei casi in cui i sintomi compaiono in adolescenza e la diagnosi arriva in ritardo.

È quanto emerge da uno studio coordinato da Federica Facchin dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Milano, e pubblicato sulla rivista BMC Psychology. La ricerca, condotta su 971 donne italiane con diagnosi di endometriosi e realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, evidenzia come i sintomi della malattia – tra cui dolore cronico, affaticamento e disturbi del sonno – possano compromettere in modo rilevante la qualità della vita e le opportunità educative e professionali.

L’impatto dell’endometriosi sui percorsi di studio

Nel campione analizzato, circa una donna su sei riporta un impatto da moderato a elevato sul percorso di studi, percentuale che sale fino a quasi una su quattro tra coloro che hanno manifestato i sintomi in adolescenza e ricevuto una diagnosi tardiva. In questo sottogruppo, il 55% ha dichiarato frequenti assenze scolastiche, il 38% una riduzione del rendimento e il 34% difficoltà nella preparazione di esami o test a causa del dolore.

Conseguenze sul fronte lavorativo e il “presenteismo”

Anche sul fronte lavorativo l’impatto è rilevante: il 22% delle partecipanti segnala conseguenze significative sul proprio percorso professionale, quota che supera il 28% tra le donne con esordio precoce dei sintomi e ritardo diagnostico. Tra le criticità emerge il fenomeno del “presenteismo“, ovvero la tendenza a lavorare nonostante i sintomi, con una conseguente riduzione della produttività.

Disuguaglianze sociali e percorsi modificati

Lo studio evidenzia inoltre possibili ricadute in termini di disuguaglianze sociali. Il 24% delle donne ha riferito episodi di discriminazione sul lavoro, percentuale che sale a circa il 29% nel sottogruppo più vulnerabile. Molte partecipanti dichiarano inoltre di aver modificato i propri percorsi formativi e professionali, rinunciando a opportunità o adattando le proprie scelte alle limitazioni imposte dalla malattia.

Il processo a cascata e l’importanza della diagnosi precoce

Secondo i ricercatori, esiste un vero e proprio “processo a cascata“: l’insorgenza dei sintomi in adolescenza compromette il percorso di istruzione, con effetti che si riflettono successivamente sulle opportunità lavorative. “Proiettando i risultati dello studio sulle stime dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui circa 1 milione e 800 mila donne in Italia convivono con una diagnosi di endometriosi, si può stimare che circa 306.000 donne possano incontrare sfide nei percorsi formativi e circa 396.000 difficoltà lavorative moderate o rilevanti associate alla malattia”, afferma Facchin. “La diagnosi precoce e una maggiore consapevolezza in ambito scolastico, universitario e professionale sono essenziali non solo per la salute, ma per garantire la parità di opportunità“. Lo studio sottolinea quindi la necessità di interventi mirati per ridurre il ritardo diagnostico e sostenere le donne nei contesti educativi e lavorativi, in particolare nei casi di esordio precoce della malattia.

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