L’aumento del costo del petrolio ha riacceso l’attenzione sui prezzi dei carburanti, con un “caro benzina” che sta causando non pochi problemi agli automobilisti e agli autotrasportatori. Per contrastare questa situazione, il Governo ha realizzato un apposito decreto, con un taglio temporaneo delle accise.
Il costo del carburante, però, non è uguale in tutta Italia e c’è una regione in cui fare rifornimento costa meno. Si tratta del Friuli-Venezia Giulia che, da prima della crisi, ha attuato una strategia ben precisa per contenere i costi e anche per contrastare le trasferte fuori confine, verso la Slovenia, per sfruttare i prezzi più bassi del carburante.
In Friuli si spende meno
Il segreto alla base della convenienza del rifornimento in Friuli-Venezia Giulia è rappresentato dallo sconto regionale, che si somma al recente taglio delle accise. Si tratta di una misura, recentemente aggiornata con il DDI n.65 dello scorso mese di gennaio, con cui la Regione punta a rendere più conveniente il rifornimento.
La normativa prevede uno sconto fisso al litro sul rifornimento di benzina e diesel. Il territorio regionale viene suddiviso in tre aree geografiche. L’Area 0, quella più vicina al confine con la Slovenia, garantisce lo sconto massimo, con la possibilità di risparmiare fino a 34 centesimi al litro per la benzina e fino a 25 centesimi al litro per il gasolio.
Ci sono poi altre due zone, Area 1 e Area 2, dove lo sconto al litro resta valido ma assume un importo inferiore rispetto a quanto previsto nell’Area 1, calando fino a 17 centesimi al litro per la benzina e 11 centesimi al litro per il diesel. Per le auto ibride è previsto un ulteriore sconto di 5 centesimi al litro.
Queste misure servono a sostenere gli automobilisti e gli autotrasportatori, garantendo una riduzione del costo del rifornimento ma anche a contrastare le trasferte in Slovenia, una pratica molto diffusa grazie alla possibilità di sfruttare prezzi mediamente più bassi e, soprattutto, alla breve distanza che separa i principali centri friulani dal confine.
Ricordiamo che i prezzi di benzina e diesel stanno crescendo anche fuori dall’Italia e in alcuni Paesi europei ci sono oggi prezzi folli.
Cosa dice la Regione
L’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro ha sottolineato la natura del provvedimento:
“È il risultato di una chiara volontà politica e di un “modello FVG” che funziona: grazie alla nostra legge regionale sugli sconti, recentemente aggiornata, e all’intervento del Governo con il taglio delle accise di 25 centesimi annunciato dal Presidente Meloni, abbiamo eretto uno scudo a difesa del potere d’acquisto dei cittadini. Oggi rifornirsi in Italia, sul nostro territorio, è tornato ad essere più conveniente che farlo oltreconfine. Sommando quindi il sistema regionale alla nuova iniziativa del Governo puntiamo a invertire la tendenza, bloccando l’emorragia del ‘turismo del pieno’ che per anni ha arricchito le casse estere a discapito di quelle italiane”.
Scoccimarro ha fornito anche dei dati in merito all’intervento che costa alle casse regionali circa 65 milioni di euro all’anno. Con questa misura, però, la Regione ha la possibilità di sostenere famiglie e aziende friulane andando anche a contrastare l’aumento delle emissioni legato alle “trasferte” nel territorio sloveno per fare rifornimento di carburante.