• 26 Maggio 2026 13:40

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Orsini: “È il tempo della fiducia e del coraggio. Serve debito comune Ue e la sospensione degli Ets”

Mag 26, 2026

AGI – Confindustria chiede al governo e alle parti sociali di impegnarsi per ‘liberare’ 20 miliardi da destinare alla crescita sforbiciando la ‘giungla’ di spese fiscali che erode 120 miliardi di base imponibile. È l’appello lanciato dal leader degli industriali, Emanuele Orsini, nel corso della relazione all’assemblea annuale di Confindustria.
L’Italia, ha osservato Orsini, “è quarta per pressione fiscale tra i Paesi avanzati, ma esistono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile. Lanciamo una proposta al Governo e alle parti sociali. Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme.
E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”.
“È un atto concreto di responsabilità da compiere con decisioni condivise di maggioranza e opposizione. Significa anche riaprire il capitolo di una seria revisione della spesa pubblica – ha ammonito Orsini – per incidere su privilegi ed equilibri consolidati. Cambiare questo stato di cose richiede fiducia e coraggio politico”.  

È il tempo del coraggio, serve fiducia e responsabilità

“Noi siamo quello che decidiamo di fare. È il tempo del coraggio”. È il messaggio finale lanciato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, nella relazione all’assemblea annuale degli industrial. “Abbiamo il privilegio di poter essere coraggiosi in pace e non in guerra come invece succede a popoli a noi vicini: usiamo il coraggio per continuare a costruire sviluppo, competitività e opportunità. – afferma Orsini – Questa è l’unica via capace di generare futuro, coesione sociale e benessere diffuso. Noi siamo convinti che l’Italia, quando riesce a esprimere il meglio di se’, sappia percorrere questa via con la stessa responsabilità, ambizione e determinazione che anima le nostre imprese. E noi crediamo nella fiducia, nel coraggio e nella responsabilità”. 

Crediamo nell’Ue ma cambi marcia, più competitività

L’Europa è sempre più necessaria ma deve cambiare strada e marcia”, ha scandito Orsini.
“L’Europa deve cambiare strada e deve cambiare passo, e tocca a noi, ai suoi cittadini, tracciare il percorso.  Nessun Paese europeo ha le risorse politiche ed economiche per affrontare da solo le sfide che abbiamo davanti: geopolitiche, tecnologiche, climatiche, demografiche. Gli Stati Uniti e la Cina le affrontano con massicci investimenti pubblici e privati, anche sul piano militare, e con politiche protezionistiche. La dimensione europea e’ l’unica in grado di reggere l’urto. Noi crediamo nell’Europa. Ma siamo molto preoccupati per le scelte dell’Unione in questi ultimi anni. Un punto su tutti: Bruxelles non ha chiaro cosa significhi competitività”. Secondo Orsini “Siamo soffocati dall’assenza di competitività e dalle fragilità che ogni giorno aumentano”.

Serve sospensione Ets per una revisione migliore 

“Chiediamo la sospensione dell’Ets perché sappiamo che i tempi europei per una revisione efficace sono troppo lunghi. Sospenderlo significa permettere una revisione migliore, ma anche evitare che, nel frattempo, altre fabbriche siano costrette a chiudere o a delocalizzare”. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini nella relazione all’assemblea 2026. “Il sistema Ets”, ha proseguito, “ha reso la decarbonizzazione un prodotto di speculazione finanziaria, avvantaggiando alcuni Stati membri a discapito di altri, con effetti disastrosi. Oggi, il continente più pulito ha il prezzo della CO2 più alto al mondo: un costo che gonfia le bollette dei cittadini e colpisce i processi industriali spingendoci fuori mercato. Per capire quanto tutto questo sia autodistruttivo, basta pensare all’automotive, con i costruttori europei costretti ad acquistare certificati di emissione di CO2 che arricchiscono i concorrenti americani e cinesi. È una vera pazzia!”
“Un vero mercato unico dell’energia significa innanzitutto un’Europa che agisce come unico acquirente delle fonti energetiche, per abbassarne i prezzi. Vuol dire un’Europa che potenzia e finanzia l’aumento delle reti infrastrutturali di interconnessione, affinché i Paesi con più produzione elettrica da rinnovabili, come la Spagna, possano condividerla. Significa avviare una radicale revisione delle politiche climatiche, a partire dalla sospensione dell’Ets e da una sua profonda revisione”.

Sforzo comune in Ue o perderemo industria e 15% Pil

“Le sfide che dobbiamo affrontare richiedono a tutti noi un senso di responsabilità comune, forte e condiviso. Una responsabilità che riguarda le istituzioni e le forze politiche, le associazioni d’impresa e i sindacati: l’intera società. Perché se in Italia e in Europa non saremo capaci di uno sforzo comune, perderemo la nostra industria, ovvero il 15 per cento del Pil e milioni di posti di lavoro”, ha affermato iOrsini, nella relazione all’assemblea annuale degli industriali. “Per troppo tempo ci siamo accontentati di fare il minimo indispensabile invece del massimo necessario”, aggiunge. 

 

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