• 16 Marzo 2026 18:31

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Unicredit lancia l’Ops su Commerzbank per superare la soglia del 30%

Mar 16, 2026

AGI – Unicredit cerca di uscire dallo stallo sul fronte tedesco e lancia un’offerta pubblica volontaria di scambio finalizzata al superamento della soglia del 30% del capitale di Commerzbank. Attualmente Piazza Gae Aulenti detiene una partecipazione diretta di circa il 26% dell’istituto tedesco e un ulteriore 4% in derivati. L’offerta, specifica Unicredit, “non ha alcuna aspettativa di acquisire il controllo, ma ha l’obiettivo di superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in modo anche di favorire, nelle prossime settimane, un confronto con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder”.

Una volta “che sarà completata l’offerta”, Unicredit “sarà libera di acquistare sul mercato aperto un numero illimitato di azioni. Saremmo come qualsiasi altro investitore”, ha detto il Ceo di Unicredit, Andrea Orcel, spiegando il senso dell’operazione. “Sebbene l’offerta sia sul 100% per via della legge tedesca alla quale non possiamo sottrarci, l’aspettativa legata ai termini dell’offerta è di non raggiungere il controllo“, ha proseguito Orcel, mentre per ‘controllo’ si ipotizza una quota almeno del 50% del capitale. Se poi le cose dovessero cambiare “ci muoveremmo in un altro scenario, ma è prematuro parlarne”, ha spiegato il Ceo, per il quale tuttavia, “al momento, non abbiamo intenzione di lanciare una nuova futura offerta”.

L’operazione “è ragionevolmente finalizzata a rafforzare il potere negoziale della banca in un’ottica di future interlocuzioni industriali, sebbene la posizione del governo tedesco rispetto a questa offerta rimanga un aspetto da essere valutato”, sintetizzano gli analisti di Equita cercando di motivare la finalità (e i possibili ostacoli) del blitz di Piazza Gae Aulenti.

In effetti a stretto giro è arrivata la reazione di Berlino (che detiene una partecipazione del 12% in Commerzbank) che considera “inaccettabile” un’acquisizione ostile, soprattutto perché la seconda banca privata tedesca per dimensioni è “di importanza sistemica“, ha dichiarato il portavoce del ministero delle Finanze, Maximilian Kall. La mossa di Unicredit “non è stata concordata con noi”, ha rincarato la dose l’amministratore delegato di Commerzbank, Bettina Orlopp, assicurando che l’istituto farà di tutto per difendere la propria indipendenza: “Siamo convinti della solidità e del potenziale della nostra strategia, incentrata sull’indipendenza e sulla crescita redditizia“, ha detto Orlopp, sottolineando che l’offerta di Unicredit “non prevede alcun premio per i nostri azionisti“.

Sul tema è intervenuta anche l’Ue con la portavoce della Commissione europea per i Servizi finanziari, Siobhan McGarry, che ha sostenuto che “ciò di cui abbiamo bisogno per rendere l’unione dei risparmi e degli investimenti un successo a beneficio dei nostri cittadini e delle nostre imprese è avere banche solide, perché esse sono intermediari chiave nei mercati dei capitali. Abbiamo un settore bancario europeo forte e diversificato, ma le nostre banche non si sono sufficientemente sviluppate per essere competitive sul palcoscenico internazionale che conosciamo”. “In generale, la consolidazione del settore bancario attraverso fusioni nazionali e transfrontaliere aiuterebbe a migliorare l’efficienza e la redditività delle banche, il che, naturalmente, beneficerebbe i consumatori e l’economia nel suo complesso”, ha concluso McGarry.

Dettagli finanziari e reazioni di mercato

Tornando all’Ops, il concambio sarà determinato da BaFin nei prossimi giorni, anche se Unicredit ipotizza che il rapporto possa essere pari a 0,485 azioni Unicredit per ogni azione Commerzbank, che corrisponde a un prezzo di 30,8 per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4% rispetto al prezzo del 13 marzo scorso. In questo momento il titolo Unicredit a Piazza Affari, dopo aver toccato in mattinata un -2%, lima lo 0,24%, mentre alla Borsa di Francoforte le azioni della banca tedesca balzano del +7,71% a 31,870 euro, superando quindi il prezzo ipotizzato con il concambio.

L’offerta, con un periodo di adesione ipotizzato in quattro settimane, dovrebbe iniziare all’inizio di maggio, mese in cui Unicredit convocherà un’assemblea straordinaria al fine di ottenere l’autorizzazione all’aumento di capitale a servizio dell’offerta, mentre il suo regolamento è previsto entro la prima metà del 2027. “Qualora, come previsto, Unicredit non acquisisca il controllo di Commerzbank, l’impatto finanziario sul capitale sarà minimo”, precisa una nota della banca italiana secondo la quale l’offerta rappresenta “una misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore, indipendentemente dal superamento o meno della soglia del 30%”.

Proprio oggi, intanto, il Financial Times ha rivelato, citando documenti depositati dall’istituto, che Orcel si è avvicinato al primato di Sergio Ermotti di UBS in cima al gotha dei banchieri più pagati d’Europa con una retribuzione pari a 16,4 milioni di euro nel 2025 (+24% sul 2024), che gli permette di superare Ana Botín di Santander (14,8 milioni incassati l’anno scorso). Orcel raggiunge così il ceo di UBS Ermotti, il cui stipendio è fermo a 14,9 milioni di franchi svizzeri, ovvero circa 16,5 milioni di euro.

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