Il rombo discreto di un V6 americano tra i vicoli silenziosi della Città del Vaticano. Prepariamoci a vedere, ma soprattutto sentire, questa scena, dopo la nuova auto regalata a Papa Leone XIV, un esemplare unico di Ford Explorer Platinum Hybrid. L’omaggio non è solo dettato dalla carica istituzionale: il SUV è stato, infatti, materialmente assemblato a Chicago, la città natale del Santo Padre.
Invece di osservare il consueto distacco dei protocolli ufficiali, il CEO della Casa automobilistica Jim Farley ha voluto rendere l’evento un affare di famiglia, presentandosi all’udienza privata coi propri cari per consegnare di persona le chiavi nelle mani del Pontefice. Da fornitura aziendale, il gesto ha finito per toccare la sfera intima di un uomo che, pur guidando la Chiesa in tutto il mondo, non ha mai fatto mistero delle sue radici nel Midwest.
Un ponte tra due mondi
L’Explorer destinata al Pontefice non è un modello di serie. I designer dell’Ovale Blu hanno lavorato per mesi su dettagli che potessero far sentire Leone XIV a casa, anche a migliaia di chilometri di distanza dal Michigan Avenue. Non appena si sale a bordo, l’occhio cade sui battitacco personalizzati: lo skyline di Chicago fuso al profilo inconfondibile della Basilica di San Pietro evidenzia una doppia anima.
Lo stesso dialogo visivo prosegue nei ricami dei sedili in pelle, dove i designer hanno pensato di applicare discretamente la bandiera della “Windy City” sui tag laterali. Persino l’impianto audio ha subito gli accorgimenti del caso, venendo ricalibrato per permettere la ricezione delle frequenze radio europee, così da restare connessi con le notizie del Vecchio Continente durante gli spostamenti privati. Dietro questo lavoro certosino c’è la firma di Jennifer Barilovich, Lead Electrical Systems Integration Engineer di Ford, che ha vissuto il progetto con profonda commozione:
“Appena ho potuto, l’ho detto alla mia famiglia. Vengo da una famiglia cattolica numerosissima: erano tutti entusiasti, pensavano fosse il progetto più incredibile del mondo. Per me è il punto più alto della mia vita professionale”
Potenza ibrida sotto le mura leonine
La Platinum Hybrid non va confusa con la “sorella” elettrica che circola sulle nostre strade, nata dalla collaborazione con Volkswagen. In abbinamento a un cambio automatico a 10 marce, qui spinge un sei cilindri da 3.3 litri benzina full hybrid, in grado di muovere una stazza generosa in modo pulito e silenzioso nei brevi tragitti all’interno dello Stato Vaticano. Il SUV non dovrebbe apparire nelle grandi parate di Piazza San Pietro, tradizionalmente invase da Papamobili scoperte e bianche, tuttavia potrà farsi valere negli spostamenti quotidiani operativi. E, a quanto pare, il Papa non vede l’ora di metterla alla prova. Durante la consegna, Farley ha riferito un dettaglio che svela il lato più umano del Pontefice:
“Ha notato e apprezzato tutti i tocchi personali. Abbiamo persino fatto un breve giro di prova: posso confermare che il Santo Padre apprezza la guida sportiva”
Le targhe personalizzate, “DA POPE” e “LEO XIV”, svelano l’anima pop, ma il senso di tutta l’operazione risiede nel legame con lo stabilimento produttivo. L’Explorer è stata costruita nel Chicago Assembly Plant, situato a soli otto chilometri da Dolton, il sobborgo dove il Papa è cresciuto. Dalle radici, fin sotto la Cupola.