• 28 Febbraio 2026 23:14

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Migliaia in piazza Roma: “Senza consenso è stupro”

Feb 28, 2026

AGI – La parola ‘consenso‘ è stata al centro della manifestazione nazionale organizzata a Roma da associazioni femministe e centri antiviolenza, con la partecipazione di diverse sigle sindacali, per chiedere lo stop del Ddl Bongiorno sulle violenze sessuali ed un ritorno alla sua stesura originale. La parola rimbalza tra i cori e gli slogan scanditi delle oltre 10mila persone che hanno sfilato da piazza della Repubblica fino a piazza San Giovanni dietro agli striscioni ‘Senza consenso è stupro‘ e ‘Senza consenso è sempre violenza‘.

Consenso è il termine che a inizio anno ha acceso il dibattito sul provvedimento: dopo che il testo di legge bipartisan era passato alla Camera, una proposta di modifica avanzata dalla presidente della Commissione Giustizia del Senato, la leghista Giulia Bongiorno, ha rivisto la definizione di violenza sessuale sostituendo il paradigma dell’assenza di consenso con quello del dissenso. “Secondo alcuni il testo della Camera invertiva l’onere della prova, cioè imponeva all’imputato una serie di prove a volte impossibili da fornire. Con il mio testo si valorizza la volontà della donna senza alterare le dinamiche processuali”, aveva argomentato la legale con il Corriere della Sera motivando la modifica.

 

La posizione di Differenza Donna

“Non accetteremo mai la negazione della nostra libertà di determinarci e di scegliere se e come sul nostro corpo. Senza consenso l’atto sessuale è violenza, altrimenti il rischio è quello di tornare indietro. Si torna indietro di 30 anni se si chiede che sia la donna a dimostrare il dissenso, dando per presupposto che la donna sia sempre consenziente a rapporto sessuale. Del resto questo è un governo che sta dando limitazione ai diritti e alla libertà, vediamo il decreto sicurezza o il decreto Caivano“, spiega Teresa Manente, responsabile dell’ufficio legale di Differenza Donna, una delle sigle che hanno promosso la manifestazione.

Slogan e interventi in piazza

Tra i cartelli portati in piazza dalle manifestanti prevale lo stesso refrain. ‘Chi tace non acconsente’. E ancora ‘Ddl Bongiorno, per l’uomo che non deve chiedere mai’. Un altro cartello recita: “Se non è condiviso che piacere è?”. “Questa è una piazza per la libertà ed i diritti, che vuole contrastare una regressione culturale che è in atto a danno delle donne. Chiediamo che venga modificato il cosiddetto decreto stupri, che in realtà sta producendo un arretramento pericoloso, quasi come se le donne che sono stuprate debbano difendersi e motivare, come se fosse colpa loro. È la cultura maschile che deve essere cambiata”, incalza il segretario della Cgil Maurizio Landini, presente tra i manifestanti.

Le delegazioni presenti

In piazza sono presenti delegazioni di Amnesty, Cgil, Fiom, Uil e Cobas.

La critica di Elly Schlein

Da Milano, dove partecipa ad un evento, la segretaria Pd Elly Schlein ribadisce: “Il Ddl Bongiorno è irricevibile. Dovevano fare una legge sul consenso e hanno tolto il consenso. È una legge che peggiora la condizione di donne e ragazze. Come ho detto al governo e alla Meloni, con cui avevo fatto l’accordo stracciato al Senato, piuttosto si fermino, meglio non farla che farla così'”.

L’appello dei manifestanti

Dal camion che apre il corteo arriva l’invito a ritirare il provvedimento. “Onorevole Bongiorno, venga in un centro antiviolenza, le basterebbero pochi giorni per capire che questo Ddl è una vergogna. Non è solo una questione normativa, ma è esistenziale. Il consenso è una questione centrale”, scandisce una manifestante. Poi aggiunge: “Ci avete provato con Pillon anni fa e siete stati rispediti al mittente, anche stavolta accadrà la stessa cosa”. Il riferimento è ad una proposta di legge del 2018 sull’affidamento condiviso, a prima firma dell’ex senatore leghista Simone Pillon, che venne accantonato durante l’iter parlamentare.

Le voci politiche contro il Ddl

“La formulazione approvata alla Camera all’unanimità dava concretezza allo slogan condiviso ‘senza consenso è stupro‘, il testo Bongiorno proposto dalla destra al Senato è esattamente l’opposto, si ritorna a punire le donne, aggravando la loro posizione come vittime di violenza maschile. La destra non faccia forzature sulla loro pelle, si fermi e ritiri il testo“, chiede Luana Zanella, capogruppo Avs alla Camera. Mentre per la senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino: “Oggi siamo in piazza accanto a tutte le donne italiane per denunciare il tradimento di una promessa sacrosanta che era stata fatta in Parlamento, e cioè quella di approvare una legge che avesse al centro il consenso. E di riaffermare che senza di esso, è stupro, come è previsto dalla convenzione di Istanbul e dalla direttiva UE“.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close