• 10 Febbraio 2026 14:32

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Frode fiscale da 3 milioni: scoperte sedi fittizie e corsi fantasma nel Mezzogiorno

Feb 10, 2026

AGI – Sedi fittizie nel Mezzogiorno. Corsi di formazione fantasma. Una frode fiscale da 3 milioni di euro. Un’indagine dei finanzieri del Comando Provinciale di Lodi, nell’ambito di una più ampia attività volta a individuare le posizioni sintomatiche di scarsa affidabilità fiscale, hanno scoperto un sistema illegale per ottenere indebitamente crediti d’imposta.

L’inchiesta del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lodi si è concentrata sul corretto utilizzo delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge di Stabilità del 2016, che ha introdotto un credito d’imposta a favore delle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Sud Italia (tra Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo), nonché sulle spese di formazione del personale dipendente finalizzate al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese prevista dal PNRR. Individuate così due società lodigiane con il medesimo rappresentante legale, che hanno richiesto, nelle annualità dal 2021 al 2024, la fruizione di crediti d’imposta per oltre 1,2 milioni di euro per acquisto di beni strumentali e ulteriori 150.000 euro per spese di formazione del personale dipendente.

Siti produttivi inesistenti e corsi fantasma

Le indagini e i sopralluoghi eseguiti presso i siti produttivi del Mezzogiorno, per i quali sono state richieste e ottenute le agevolazioni fiscali, hanno fatto emergere la loro totale inesistenza: nessun locale e nessun elemento riconducibile alle società. Sul fronte delle attività formative, invece, l’analisi della documentazione prodotta e l’audizione dei dipendenti ha permesso di accertare che i corsi di formazione non sono stati mai effettuati.

Denunce, sequestri e responsabilità amministrativa

Il rappresentante legale è stato pertanto denunciato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita compensazione di crediti inesistenti. Le due società sono state deferite per responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi della Legge 231/01, che prevede la punizione delle persone giuridiche per reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso. Il GIP di Lodi ha emesso un’ordinanza di interdizione nei confronti di tre soggetti e disposto il sequestro preventivo per un ammontare pari a 1,2 milioni di euro e un ulteriore sequestro impeditivo di crediti presenti nel cassetto fiscale, pari a 567.000 euro. Sequestrati 4 immobili per un valore di circa 900.000 euro, nonché denaro contante e depositi di conto corrente per un ammontare pari a 300.000 euro. Il rappresentante legale è stato, inoltre, denunciato per aver omesso il versamento dell’IVA negli anni d’imposta 2021 e 2022, per un importo pari a 1,5 milioni di euro.

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