• 5 Febbraio 2026 11:05

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La campionessa di pugilato, Imane Khelif: “Ho abbassato il testosterone a zero”

Feb 5, 2026

La campionessa di pugilato, Imane Khelif: “Ho abbassato il testosterone a zero”

Feb 5, 2026

AGI – La campionessa olimpica di pugilato Imane Khelif ha rivelato in un’intervista al quotidiano sportivo francese “L’Equipe” di essersi sottoposta a trattamenti ormonali per abbassare i suoi livelli di testosterone in vista dei Giochi del 2024, ma ha ribadito di non essere “transgender”. “Ho ormoni femminili. E la gente non lo sa, ma ho seguito trattamenti ormonali per abbassare i miei livelli di testosterone per le competizioni”, ha dichiarato la ventiseienne algerina. Khelif ha poi confermato di avere il gene Sry, localizzato sul braccio corto del cromosoma Y, che indica la mascolinità. “Sì, ed è naturale”, ha detto, aggiungendo di essere “circondata da medici, un professore mi sta monitorando… Per il torneo di qualificazione ai Giochi di Parigi, che si è svolto a Dakar, ho abbassato i miei livelli di testosterone a zero”, ha raccontato. A Parigi, l’atleta algerina ha vinto l’oro nella categoria dei pesi welter (66 kg).

Imane Khelif, come la taiwanese Lin Yu-ting, oro sempre a Parigi (57 kg), è stata accusata di essere un’atleta transgender da politici e personaggi pubblici. Primo tra tutti Donald Trump ma anche l’autrice di “Harry Potter”, J.K. Rowling. “Rispetto tutti, e rispetto Trump. Perché è il presidente degli Stati Uniti. Ma non può distorcere la verità. Non sono una donna trans, sono una ragazza. Sono cresciuta come una ragazza, la gente del mio villaggio mi ha sempre conosciuta come una ragazza”, ha ribadito la pugile algerina.

Le accuse di transgenderismo e i test richiesti

L’atleta che punta a competere alle Olimpiadi del 2028 a Los Angeles, sa che dovrà sottoporsi al test obbligatorio di genere imposto dalla World Boxing, un ente riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale, e si dice pronta. “Per i prossimi Giochi, se dovrò sottopormi a un test, lo farò. Non ho problemi”, ha assicurato. “Ho già fatto questo test. Ho contattato la World Boxing, ho inviato loro la mia cartella clinica, i miei esami ormonali, tutto. Ma non ho ricevuto alcuna risposta. Non mi nascondo, non rifiuto i test.

Genetica, natura e il futuro agonistico

Khelif ha infine precisato che spetta a medici e professori “decidere”, ma ha aggiunto: “Abbiamo tutti una genetica diversa, diversi livelli ormonali. Non sono transgender. La mia differenza è naturale. Questo è ciò che sono. Non ho fatto nulla per cambiare il modo in cui la natura mi ha creato. Ecco perché non ho paura”.

AGI – La campionessa olimpica di pugilato Imane Khelif ha rivelato in un’intervista al quotidiano sportivo francese “L’Equipe” di essersi sottoposta a trattamenti ormonali per abbassare i suoi livelli di testosterone in vista dei Giochi del 2024, ma ha ribadito di non essere “transgender”. “Ho ormoni femminili. E la gente non lo sa, ma ho seguito trattamenti ormonali per abbassare i miei livelli di testosterone per le competizioni”, ha dichiarato la ventiseienne algerina. Khelif ha poi confermato di avere il gene Sry, localizzato sul braccio corto del cromosoma Y, che indica la mascolinità. “Sì, ed è naturale”, ha detto, aggiungendo di essere “circondata da medici, un professore mi sta monitorando… Per il torneo di qualificazione ai Giochi di Parigi, che si è svolto a Dakar, ho abbassato i miei livelli di testosterone a zero”, ha raccontato. A Parigi, l’atleta algerina ha vinto l’oro nella categoria dei pesi welter (66 kg).
Imane Khelif, come la taiwanese Lin Yu-ting, oro sempre a Parigi (57 kg), è stata accusata di essere un’atleta transgender da politici e personaggi pubblici. Primo tra tutti Donald Trump ma anche l’autrice di “Harry Potter”, J.K. Rowling. “Rispetto tutti, e rispetto Trump. Perché è il presidente degli Stati Uniti. Ma non può distorcere la verità. Non sono una donna trans, sono una ragazza. Sono cresciuta come una ragazza, la gente del mio villaggio mi ha sempre conosciuta come una ragazza”, ha ribadito la pugile algerina.
Le accuse di transgenderismo e i test richiesti
L’atleta che punta a competere alle Olimpiadi del 2028 a Los Angeles, sa che dovrà sottoporsi al test obbligatorio di genere imposto dalla World Boxing, un ente riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale, e si dice pronta. “Per i prossimi Giochi, se dovrò sottopormi a un test, lo farò. Non ho problemi”, ha assicurato. “Ho già fatto questo test. Ho contattato la World Boxing, ho inviato loro la mia cartella clinica, i miei esami ormonali, tutto. Ma non ho ricevuto alcuna risposta. Non mi nascondo, non rifiuto i test.
Genetica, natura e il futuro agonistico
Khelif ha infine precisato che spetta a medici e professori “decidere”, ma ha aggiunto: “Abbiamo tutti una genetica diversa, diversi livelli ormonali. Non sono transgender. La mia differenza è naturale. Questo è ciò che sono. Non ho fatto nulla per cambiare il modo in cui la natura mi ha creato. Ecco perché non ho paura”.

AGI – La campionessa olimpica di pugilato Imane Khelif ha rivelato in un’intervista al quotidiano sportivo francese “L’Equipe” di essersi sottoposta a trattamenti ormonali per abbassare i suoi livelli di testosterone in vista dei Giochi del 2024, ma ha ribadito di non essere “transgender”. “Ho ormoni femminili. E la gente non lo sa, ma ho seguito trattamenti ormonali per abbassare i miei livelli di testosterone per le competizioni”, ha dichiarato la ventiseienne algerina. Khelif ha poi confermato di avere il gene Sry, localizzato sul braccio corto del cromosoma Y, che indica la mascolinità. “Sì, ed è naturale”, ha detto, aggiungendo di essere “circondata da medici, un professore mi sta monitorando… Per il torneo di qualificazione ai Giochi di Parigi, che si è svolto a Dakar, ho abbassato i miei livelli di testosterone a zero”, ha raccontato. A Parigi, l’atleta algerina ha vinto l’oro nella categoria dei pesi welter (66 kg).

Imane Khelif, come la taiwanese Lin Yu-ting, oro sempre a Parigi (57 kg), è stata accusata di essere un’atleta transgender da politici e personaggi pubblici. Primo tra tutti Donald Trump ma anche l’autrice di “Harry Potter”, J.K. Rowling. “Rispetto tutti, e rispetto Trump. Perché è il presidente degli Stati Uniti. Ma non può distorcere la verità. Non sono una donna trans, sono una ragazza. Sono cresciuta come una ragazza, la gente del mio villaggio mi ha sempre conosciuta come una ragazza”, ha ribadito la pugile algerina.

Le accuse di transgenderismo e i test richiesti

L’atleta che punta a competere alle Olimpiadi del 2028 a Los Angeles, sa che dovrà sottoporsi al test obbligatorio di genere imposto dalla World Boxing, un ente riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale, e si dice pronta. “Per i prossimi Giochi, se dovrò sottopormi a un test, lo farò. Non ho problemi”, ha assicurato. “Ho già fatto questo test. Ho contattato la World Boxing, ho inviato loro la mia cartella clinica, i miei esami ormonali, tutto. Ma non ho ricevuto alcuna risposta. Non mi nascondo, non rifiuto i test.

Genetica, natura e il futuro agonistico

Khelif ha infine precisato che spetta a medici e professori “decidere”, ma ha aggiunto: “Abbiamo tutti una genetica diversa, diversi livelli ormonali. Non sono transgender. La mia differenza è naturale. Questo è ciò che sono. Non ho fatto nulla per cambiare il modo in cui la natura mi ha creato. Ecco perché non ho paura”.

AGI – La campionessa olimpica di pugilato Imane Khelif ha rivelato in un’intervista al quotidiano sportivo francese “L’Equipe” di essersi sottoposta a trattamenti ormonali per abbassare i suoi livelli di testosterone in vista dei Giochi del 2024, ma ha ribadito di non essere “transgender”. “Ho ormoni femminili. E la gente non lo sa, ma ho seguito trattamenti ormonali per abbassare i miei livelli di testosterone per le competizioni”, ha dichiarato la ventiseienne algerina. Khelif ha poi confermato di avere il gene Sry, localizzato sul braccio corto del cromosoma Y, che indica la mascolinità. “Sì, ed è naturale”, ha detto, aggiungendo di essere “circondata da medici, un professore mi sta monitorando… Per il torneo di qualificazione ai Giochi di Parigi, che si è svolto a Dakar, ho abbassato i miei livelli di testosterone a zero”, ha raccontato. A Parigi, l’atleta algerina ha vinto l’oro nella categoria dei pesi welter (66 kg).
Imane Khelif, come la taiwanese Lin Yu-ting, oro sempre a Parigi (57 kg), è stata accusata di essere un’atleta transgender da politici e personaggi pubblici. Primo tra tutti Donald Trump ma anche l’autrice di “Harry Potter”, J.K. Rowling. “Rispetto tutti, e rispetto Trump. Perché è il presidente degli Stati Uniti. Ma non può distorcere la verità. Non sono una donna trans, sono una ragazza. Sono cresciuta come una ragazza, la gente del mio villaggio mi ha sempre conosciuta come una ragazza”, ha ribadito la pugile algerina.
Le accuse di transgenderismo e i test richiesti
L’atleta che punta a competere alle Olimpiadi del 2028 a Los Angeles, sa che dovrà sottoporsi al test obbligatorio di genere imposto dalla World Boxing, un ente riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale, e si dice pronta. “Per i prossimi Giochi, se dovrò sottopormi a un test, lo farò. Non ho problemi”, ha assicurato. “Ho già fatto questo test. Ho contattato la World Boxing, ho inviato loro la mia cartella clinica, i miei esami ormonali, tutto. Ma non ho ricevuto alcuna risposta. Non mi nascondo, non rifiuto i test.
Genetica, natura e il futuro agonistico
Khelif ha infine precisato che spetta a medici e professori “decidere”, ma ha aggiunto: “Abbiamo tutti una genetica diversa, diversi livelli ormonali. Non sono transgender. La mia differenza è naturale. Questo è ciò che sono. Non ho fatto nulla per cambiare il modo in cui la natura mi ha creato. Ecco perché non ho paura”.

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