La settimana scorsa parlavamo della novità e della freschezza di Netflix nell’ambiente dell’intrattenimento televisivo, oggi è il turno di HBO (Home Box Office), il canale via cavo più vecchio tra quelli ancora in attività. Questa sigla è presente all’inizio di molti prodotti che hanno scritto la storia di questo settore: dall’eternoI Soprano, passando per il tanto seguito Trono di Spade, e infine al cult istantaneo True Detective. Non sono quindi infondate le aspettative e l’interesse quando il colosso americano annuncia una nuova mega produzione, in questo caso la prima a sfondo fantascientifico: Westworld – Dove tutto è concesso.

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La serie è un remake de Il mondo dei Robot(in originale Westworld), un film del 1973 diretto nientedimeno che dal compianto Michael Crichton, la mente dietro grandi classici della fantascienza come Jurassic Park e Timeline. In un futuro imprecisato l’uomo è riuscito a creare sofisticatissimi androidi a sua immagine e somiglianza, e li impiega – inconsapevoli della loro reale natura – come attrazioni in un enorme luna park ambientato nel Far West. Inizialmente rispettosi della prima delle Tre Leggi di Asimov, in seguito ad un aggiornamento software da parte del loro creatore (il premio Oscar Anthony Hopkins) cominciano a manifestare glitch e bug che mettono sempre più in pericolo i visitatori umani.

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Il pilot appena uscito negli USA mostra i muscoli della produzione, assolutamentedi livello cinematografico: le ampie riprese nelle praterie americane, i complessi macchinari per la costruzione minuziosa degli androidi, per non parlare della sequenza della sparatoria in città, mostrano un livello tecnico raramente visto sinora sul piccolo schermo, e nel suo insieme tutto risulta visivamente molto credibile. Neanche si risparmia troppo sulla violenza, essendo gli androidi completamente sacrificabili.

Tutti gli attori sembrano calati pienamente nei loro ruoli: accanto a un Hopkins sempre magistrale ma poco presente sulla scena del primo episodio, la vera sorpresa si rivela Evan Rachel Wood nei panni dell’androide Dolores, che stupisce nel passaggio a comando da espressioni più “umane” alla fredda e monotòna recitazione da macchina. Da tenere d’occhio anche l’altro premio Oscar Ed Harris nei panni del misterioso Uomo in Nero, che sembra già imporsi come il villain della serie per come si compiace nel torturare gli androidi nei modi più disparati.

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La sceneggiatura di questo episodio è firmata da Jonathan Nolan, autore della serie Person of Interest, qui nelle veci di co-creatore. L’impostazione della serie sembra puntare molto sul piano filosofico, con gli androidi che gradualmente scoprono dettagli che mettono in discussione la loro visione dell’universo. Mentre gli umani appaiono intenzionati a darsi battaglia per la direzione del parco, il finale della prima puntata fa presagire che qualcosa, nascosto fra le linee di codice, stia portando verso la rottura di un fondamentale dogma comportamentale.

Tutto davvero impeccabile? Parrebbe proprio di sì. Un minimo di dubbio per ora rimane, dato che normalmente gli episodi pilota sono creati prima della serializzazione e non sempre mantengono le promesse (vedi la grande delusione di Flashforward). Vista però la qualità e la cura a cui HBO ci ha abituati, e il dream team di scrittori e attori al lavoro sul progetto, non possiamo non essere fiduciosi!

In Italia le puntate verranno trasmesse quasi in contemporanea con gli Stati Uniti sul canale Sky Atlantic a partire dal prossimo 10 Ottobre, con doppiaggio annesso. Siete pronti per il prossimo grande kolossal televisivo?