WEC, al via a Silverstone la stagione 2017

Prende il via questo fine settimana a Silverstone la stagione 2017 del WEC, il mondiale Endurance. Dopo i test di Monza, in cui le due marche si sono praticamente equivalse, forse nascondendo le reali carte in tavola, in Inghilterra è pronta ad esplodere la bruciante rivallità tra Porsche e Toyota, gli unici due costruttori rimasti nella classe regina, la LMP1.

In attesa del grande cambiamento del regolamento tecnico previsto per il 2019, la stagione 2017 ha visto delle modifiche ai prototipi per ridurre il carico aerodinamico. Le vetture attuali presentano uno splitter anteriore innalzato di 17 mm e un estrattore del retrotreno ridimensionato di 50 mm. Per riuscire a recuperare almeno in parte il carico perduto e ridurre così il deficit prestazionale previsto rispetto allo scorso anno, Porsche e Toyota hanno lavorato soprattutto nella zona dell’interno delle fiancate.

La Porsche 919 Hybrid e la Toyota TS050 Hybrid, svelate per la prima volta proprio a Monza, in occasione del Prologo, si mostreranno in due configurazioni aerodinamiche nel corso dell’anno, una a basso carico, pensata per Spa e Le Mans, ed una ad alto carico, che, nel caso di Toyota, ha già fatto il proprio debutto in Inghilterra.

Novità anche sul fronte dei propulsori: quello montato da Toyota mantiene l’architettura dello scorso anno – V6 turbo da 2.4 litri – ma presenta blocco cilindri, testate e camera di propulsione nuovi. Anche il powertrain della 919 Hybrid è stato migliorato: ad un propulsore turbo V4 di 2.0 litri da 500 CV sono abbinati un motore elettrico da oltre 400 CV e sistemi di recupero dell’energia cinetica e termica. Caratteristica preponderante della 919 Hybrid è la capacità di recuperare energia sia in fase di accelerazione che in frenata.

A guidare la Porsche 919 Hybrid n.1 sono Neel Jani, campione del mondo piloti in carica, André Lotterer, in arrivo da Audi, e Nick Tandy, vincitore a Le Mans nel 2015. Il compagno di equipaggio di Tandy in quell’occasione, Earl Bamber, forma con Timo Bernhard e Brendon Hartley l’equipaggio della vettura gemella, la n.2.

Sulla Toyota TS050 Hybrid n.7 troviamo invece Mike Conway, Kamui Kobayashi e il campione del mondo WTCC in carica, José María López; sulla vettura gemella, la n.8, sono impegnati Anthony Davidson, Sébastien Buemi e Kazuki Nakajima. Toyota a Le Mans e Spa schiererà un terzo prototipo, affidato a Stéphane Sarrazin, Yuji Kunimoto e Nicolas Lapierre.

La classe che promette grande spettacolo è la LMP2: il cambiamento regolamentare, con l’imposizione del propulsore monomarca Gibson da oltre 600 CV per tutte le vetture in lizza sembra aver portato allo sviluppo di prototipi veloci. A farla da padrona, a livello di telaio, è Oreca, casa francese; a Le Mans, però, ci saranno anche Ligier e Dallara.

La competitività delle vetture della classe LMP2 per la stagione 2017 si evince anche dalla qualità degli alfieri in lizza: scorrendo la entry list, si incontrano vecchie conoscenze del mondo della F1, come Bruno Senna, Nelson Piquet Junior, Jean-Eric Vergne e Vitaly Petrov. Sebbene non abbiano certo convinto nel Circus – Vergne a parte – non si tratta certo di gentlemen driver.

Nella classe LMGTE, sarà sfida tra Ferrari, Ford, Porsche e Aston Martin. La Ferrari 488 GTE, penalizzata dal Balance of Performance lo scorso anno, è la vettura più pesante tra le GTE, con i suoi 1268 kg. Sarà difficile battere la Ford GT, sugli scudi lo scorso anno a Le Mans; la pressione di sovralimentazione, però, favorisce la Rossa. Ma ci sarà un’altra temibile contendente al titolo, la nuova Porsche 911 RSR, con motore posto davanti all’assale posteriore, una novità assoluta.

Non bisogna poi dimenticarsi di Aston Martin: la Vantage, la più leggera delle auto GTE, lo scorso anno ha consentito a Nicki Thiim e Marco Sorensen di laurearsi campioni del mondo. Ad evitare le polemiche dello scorso anno sul controverso Balance of Performance, ci penserà un algoritmo, chiamato a bilanciare i valori in campo a partire dalla terza gara dell’anno, la 6 Ore del Nürburgring.