“Mi sono ricordato di quell’urlo, tre giorni fa. Stavo guardando la televisione e immediatamente il mio cervello ha fatto due più due. La ragazza cinese sparita, la zona, i miei dipendenti che sono venuti a dirmi di quel grido. “Vuoi vedere che è lei la giovane che abbiamo sentito urlare?”, mi sono detto”. Davide Pasquali, il dipendente di un’azienda che distribuisce gelati che ha permesso agli inquirenti di dare una svolta all’indagine sulla giovane orientale sparita da giorni, si è presentato alla caserma dei carabinieri di Tor Sapienza all’una e trenta di ieri. Era davanti alla televisione quando le immagini della giovane scomparsa, il luogo in cui si riteneva fosse misteriosamente sparita, hanno fatto fare un salto all’indietro alla sua mente, fino a mettere insieme i tasselli di una storia tragicamente finita sui binari ferroviari. Siamo a lunedì scorso.

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“Praticamente non so come la mia testa si sia accesa – ha raccontato ai militari della stazione Tor Sapienza l’uomo – mi sono improvvisamente ricordato, mentre ero davanti allo schermo, dei miei dipendenti che lunedì scorso sono venuti da me a raccontarmi di aver sentito un urlo prolungato e straziante di una ragazza provenire da fuori, vicino a dove ho il mio magazzino “. L’uomo infatti lavora da un mese nel capannone in cui il suo capo ha trasferito l’attività – una impresa che rifornisce di gelati Algida le attività commerciali romane – al numero 86 di via Salviati. Ovvero a pochi metri da dove si è consumata la tragedia della giovane Zhang Yao che, per inseguire i tre banditi che le avevano strappato la borsetta, è stata travolta da un treno e ha perso la vita mentre era al telefono con la sua migliore amica.

Davide Pasquali realizza che potrebbe trattarsi della studentessa e corre al suo magazzino. “Mi sono infilato la prima cosa che ho trovato e sono andato in via Salviati, al capannone e mi sono messo a guardare i video immortalati dalle telecamere che ho installato all’esterno dell’azienda”. Le telecamere sono doppie su tutti e quattro i lati del capannone industriale. Il tasto rewind è tornato a quel lunedì. Ed ecco spuntare le immagini shock di Zhang Yao che corre dietro a malviventi che l’avevano derubata della sua borsa. La sagoma della ventenne studentessa dell’accademia delle Belle Arti di via Ripetta si vede passare attraverso una rete, accelerare la corsa nel tentativo di raggiungere i tre.

Poi c’è lei lungo i binari del tratto ferroviario adiacente via Gugliemo Sansoni. Un treno in corsa le impedisce di raggiungere i tre. Zhang allora si ferma lì, sconfortata, in piedi, tra i binari: nella borsa aveva il permesso di soggiorno appena ritirato all’Ufficio Immigrazione di via Patini. Forse in stato di shock, mentre decide cosa fare, sta lì immobile per 10 minuti. Poi viene travolta da un treno e sbalzata tra i rovi, in un luogo difficilmente raggiungibile e visibile dall’esterno. Davide Pasquali guarda quelle immagini scorrere e non crede ai suoi occhi, è sotto shock. Corre subito dai carabinieri.

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“Prendete questi video, credo che la giovane cinese di cui si parla in questi giorni sia la ragazza di questo filmato”.

Consegna tutto ai carabinieri che poco dopo, accanto all’insediamento di nomadi di via Salviati, insieme ai colleghi della squadra mobile ritrovano il corpo di Zhang. Il bacino ha subito una torsione completa e il suo cadavere sfigurato dall’impatto col convoglio è accasciato dietro una siepe.

Nell’ultimo frammento di quelle immagini shock insieme al suo corpo che viene sbalzato parecchi metri si vedono volare in aria dei fogli. È il suo permesso di soggiorno.