Dopo 4 giorni consecutivi di sforamento, inizia l’allerta di primo livello (semaforo arancio). Il giorno dopo la misurazione (quindi il martedì e il venerdì) scattano le prime misure temporanee.

Dopo 10 giorni consecutivi di sforamento, si passa all’allerta di secondo livello (semaforo rosso), con le misure temporanee più severe. Un passaggio automatico, che prevede una sola eccezione: quando le previsioni meteo per la giornata in corso e quella successiva danno vento o pioggia.

Attenzione: i blocchi temporanei si sovrappongono a quelli strutturali. Così, per esempio, la Lombardia consente di circolare anche ai mezzi più vecchi, se vi si monta una scatola nera che certifichi che percorrono pochi chilometri. Ma quest’iniziativa (chiamata Move In) viene sospesa nei giorni in cui sono imposti blocchi temporanei del traffico.

Quali veicoli vengono bloccati

Ogni Comune resta libero di decidere chi far circolare e chi no. Ma sono previsti paletti uguali per tutti: già dal primo livello di allerta, vanno fermate le aurto diesel fino almeno a Euro 4, dalle 8,30 alle 18,30. Dunque, nulla impedisce che si vieti di circolare anche alle Euro 6. Anche se, ai fini delle PM10, Euro 5 ed Euro 6 sono pressoché equivalenti e rappresentano lo stato dell’arte dei motori a combustione (l’Euro 6 fissò un progresso sugli sugli ossidi d’azoto NOx, tra cui l’NO2).

Quanto ai mezzi commerciali, con il primo livello vanno fermati almeno gli Euro 3 dalle 8,30 alle 12,30, mentre col secondo livello gli Euro 3 devono stare fermi fino alle 18,30 e vengono colpiti anche gli Euro 4 o superiori, dalle 8,30 alle 18,30.