Una corte federale statunitense ha stabilito che Qualcomm dovrà concedere in licenza – anche alle aziende concorrenti – i propri brevetti essenziali relativi ai modem degli smartphone. Si tratta di una battaglia legale che ormai si trascina dall’inizio del 2017, come abbiamo avuto modo di raccontarvi in un precedente articolo, e che fa riferimento a una denuncia depositata contro il gigante di San Diego da parte della Federal Trade Commission.

L’accusa era quella di mettere in pratica “tattiche anti competitive al fine di mantenere il monopolio” nella fornitura dei processori baseband (modem) usati negli smartphone e in altri prodotti consumer. Una tesi che, di fatto, sembra non essere stata affrontata dal giudice federale Lucy Koh, che ha comunque stabilito come Qualcomm sia tenuta a concedere in licenza i brevetti in questione, in quanto fanno riferimento a standard essenziali per le trasmissioni wireless.

Concretamente, cosa vuol dire tutto questo per Qualcomm? La prima azienda a cui viene naturale fare riferimento è senza dubbio la concorrente Intel, che potrebbe beneficiare di questi brevetti in ottica commerciale. Si tratta comunque di una situazione complessa, anche perché è molto probabile che il gigante di San Diego possa fare ricorso nelle prossime settimane.


Tutto questo senza dimenticare l’altro fronte legale che vede Qualcomm impegnata contro Apple. Ve ne abbiamo parlato in diversi articoli, e anche qui l’oggetto del contendere sono sempre i brevetti dei modem integrati negli smartphone, in questo caso gli iPhone. Una diatriba che sembra essere lontana da una conclusione.

In ogni caso, per Qualcomm il business dei brevetti è importantissimo: nell’anno fiscale precedente al provvedimento della FTC, le licenze hanno pesato per 7,66 miliardi di dollari sul fatturato. Continueremo a seguire da vicino la vicenda in attesa di aggiornamenti, sopratutto nel caso ci dovesse essere una dichiarazione ufficiale da parte dell’azienda californiana.