MILANO – Avvio in timido rialzo per le Borse europee, dopo la buona performance delle Piazze asiatiche. A spingere gli investitori nelle ultime ore sono stati i dati sul lavoro Usa pubblicati venerdì, che hanno mostrato una forte crescita degli occupati ma non una fiammata dei salari. Per quanto dispiaccia alle tasche dei lavoratori, una crescita più impetuosa delle buste paga (come quella sperimentata a gennaio) avrebbe acceso i timori di spinte inflazionistiche e quindi di azioni repentine da parte della Federal Reserve. Milano sale dello 0,6% in avvio. Parigi aggiunge lo 0,5%, Londra lo 0,35% e Francoforte lo 0,8%.

A Piazza Affari si segnalano le operazioni dell’Eni su alcuni giacimenti, mentre dalla Spagna la Cnmv, l’equivalente spagnolo della Consob, ha autorizzato l’offerta di Hochtief (Acs) su Abertis, in concorrenza a quella dell’italiana Atlantia. Secondo la stampa iberica, ci sarebbe un accordo tra le parti per un controllo congiunto. Lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco si attesta in avvio di giornata a quota 137 punti base. Il rendimento del bond decennale italiano sul mercato secondario è invece pari al 2%. L’euro ha aperto stabile sotto 1,23 dollari.

In mattinata Tokyo ha chiuso con un balzo del Nikkei dell’1,65% a 354,83 punti. L’ottimismo degli investitori per la forza della prima economia al mondo è stato tuttavia mitigato dallo scandalo che ha colpito il primo ministro giapponese: nel momento in cui si è diffusa la notizia che il ministero delle Finanze ha ammesso di aver falsificato dei documenti, nell’ambito di una vicenda di clientelismo che coinvolge Shinzo Abe per la presunta vendita sotto il valore di mercato di alcuni terreni statali a un amico del primo ministro, i listini hanno rallentato. Non ha giovato la notizia che un funzionario del ministero delle Finanze è stato trovato morto. L’uomo, che sembrerebbe essersi suicidato, era responsabile della vendita del lotto di terreno al centro delle accuse.

Le Borse cinesi hanno chiuso la seduta in territorio positivo dopo la svolta sulla Costituzione del presidente Xi che si candida per una reggenza a vita: l’indice Composite di Shanghai ha guadagnato lo 0,59%, a 3.326,70 punti, mentre quello di Shenzhen l’1,24%, ai massimi intraday di quota 1.908,84. Lo yuan si rafforza di 118 punti base sul dollaro dopo che la Banca centrale cinese ha fissato la parità bilaterale a 6,3333. Alla chiusura dei listini azionari, lo yuan fa segnare uno spot rate di 6,3267 (-0,03%).

E’ prevista oggi la riunione dell’Eurogruppo. A Bruxelles i ministri delle Finanze dei Paesi dell’eurozona si riuniranno per discutere innanzitutto della Grecia, che ha portato a termine le ultime due azioni prioritarie nell’ambito del terzo riesame del programma di aggiustamento economico. In agenda anche un paio di passaggi sull’Unione monetaria e sulla Brexit.

I prezzi del petrolio sono in rialzo in Asia, spinti dalle speranze di un aumento della domanda dopo un rapporto molto positivo sull’occupazione negli Stati Uniti. Il light sweet crude (Wti), con consegna ad aprile, ha guadagnato 12 centesimi a 62,16 dollari negli scambi elettronici in Asia. Il barile di Brent, riferimento europeo, con consegna a maggio, è salito di 15 centesimi, a 65,61 dollari. Il rapporto ufficiale sul mercato del lavoro statunitense pubblicato a febbraio ha mostrato un netto aumento della creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti e un moderato aumento degli stipendi.