I chip Intel Atom della serie C2000 hanno un bug che potrebbe portare i sistemi che li integrano a “non avviarsi o a cessare di funzionare“. Arrivati sul mercato nel 2013 – architettura Silvemont a 22 nanometri – questi chip hanno trovato spazio in diversi ambiti, dal mondo dei server ai NAS, fino al settore del networking.

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Intel, nel corso del quarto trimestre, ha identificato il bug e ora sta lavorando a una soluzione, ma non sono note né le tempistiche né le soluzioni che saranno adottate. “C’è una soluzione a livello di scheda stiamo condividendo con i nostri clienti”, ha affermato un portavoce. “Inoltre, stiamo implementando e validando un fix minore per il chip con un nuovo aggiornamento di prodotto”.

Secondo un documento pubblicato da Intel, il problema risiede in LPC_CLKOUT0 e LPC_CLKOUT1 (Low Pin Count bus clock output), che il processore usa per fornire i segnali di timing all’hardware sulla scheda, incluso la ROM di avvio. Se questi segnali smettono di arrivare correttamente o del tutto (cosa che sembra avvenire dopo circa 18 mesi d’uso, almeno secondo Cisco), il resto del sistema si blocca.

Più in particolare questo bug riguarda lo stepping C0 degli Atom C2000 (i modelli specifici rispondono al nome C2308, C2338, C2350, C2358, C2508, C2518, C2530, C2538, C2550, C2558, C2718, C2730, C2738, C2750 e C2758).

Ad alcuni il problema potrebbe sembrare di poco conto, ma non lo è. Il tradizionale ciclo di aggiornamento di server e altri sistemi va da 3 a 5 anni, e spesso si estende ben oltre, a volte fino a 10 anni. Intel, come gli altri produttori di microchip, analizza di continuo i chip per sistemare alcuni problemi nel tempo, con revisioni e altri accorgimenti.

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Un problema che potrebbe mandare in crash un server è però più serio, perché potrebbe portare a una perdita di dati. Ad esempio, l’anno passato emerse che le CPU Skylake andavano in crisi calcolando uno specifico numero primo, ma ciò non creò grandi problemi – anche se Intel promise di correre ai ripari.

A margine dei recenti risultati finanziari, il CFO e vicepresidente esecutivo di Intel Robert Holmes Swan disse agli analisti che l’azienda aveva raccolto meno denaro nel settore datacenter per via di un problema non meglio definito con alcune CPU – che oggi apprendiamo essere i chip Atom della serie C2000.

“Abbiamo osservato un problema di qualità in un prodotto nel quarto trimestre, con un tasso di rotture leggermente più alto delle attese in determinate condizioni d’uso, e abbiamo creato una riserva (di denaro, ndr) per affrontare il problema. Pensiamo di aver contenuto il problema con un piccolo fix al design e stiamo lavorando con i nostri clienti per risolverlo”.

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Secondo il sito The Register i clienti dell’azienda si sarebbero lamentati dell’esistenza di un problema con il colosso di Santa Clara per circa un anno e mezzo, ma Intel non avrebbe immediatamente riconosciuto il chip come la radice di ogni male.

Secondo una fonte anonima del sito, il problema sarebbe emerso in tutta la sua portata 18 mesi fa, quando i produttori iniziarono a registrare un return rate (tasso di ritorno) più alto del previsto.

Da quel momento è stato necessario del tempo per capire che il chip era il responsabile. E così si arriva a circa due mesi fa, quando Intel stabilisce definitivamente che deve intervenire sul C2000. Tra le aziende che hanno usato il processore Atom C2000 troviamo Aaeon, Dell, HP, Infortrend, Lanner, NEC, Newisys, Netgate, Netgear, Quanta, Supermicro, Synology e ZNYX Networks, ma anche ASRock Rack (C2550D4I e C2750D4I), iXsystems (FreeNAS Mini), Seagate (NAS Pro) e Sophos (UTM firewall SG 125).

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