L’ultima trimestrale di Apple è un ottimo esempio per capire come l’azienda sta cercando di limitare i danni derivanti dalle vendite meno sorprendenti degli scorsi anni dei suoi iPhone. Tra gennaio e marzo, la società ha visto calare – sebbene di poco – le vendite dei suoi “melafonini”. Per un’azienda che deve il suo straordinario successo finanziario degli ultimi dieci anni all’esplosione commerciale dei suoi smartphone, non è una buona notizia. Gli azionisti hanno però poco da temere perché Cupertino si sta già muovendo per stabilizzare il tiro e i primi risultati sono stati annunciati.

IPHONE, MENO VENDITE MA PIÙ PROFITTI

Nel secondo trimestre fiscale, Apple ha presentato un quadro con alti e bassi per i suoi iPhone, il suo “core business”. Le vendite sono state pari a 50,77 milioni, in calo dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2016, ma il fatturato generato è migliorato dell’1% fino a 33,2 miliardi di dollari. Ciò significa che il prezzo mediamente più alto della versione base di iPhone 7 e 7 Plus ha agevolato i profitti andando a equilibrare un momento di minore entusiasmo attorno ai suoi smartphone.

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iPhone 7 PlusiPhone 7 Plus Emiliano Ragoni | IBTimes IT

L’aumento di prezzo è stato tutt’altro che intangibile: in Italia, il costo per un iPhone 7 base è salito da 729 a 789 euro. Il motivo è da giustificare, probabilmente, nel doppio della memoria interna per la configurazione iniziale rispetto al passato (da 16 a 32 GB). Anziché ridurre i margini di profitto, Apple ha preferito far pagare agli utenti il costo più alto per la produzione.

Per quanto riguarda l’hardware, gli iPad continuano a registrare un sensibile calo di interesse: le vendite sono scese del 13% e il fatturato con esse. Il lancio del nuovo iPad da 9,7 pollici è stato un primo cambio di politica: prezzi più bassi per rendere i suoi prodotti più accessibili. Dal lato opposto del catalogo, aspettiamoci anche prodotti a prezzi più alti, magari a cominciare dalla prossima generazione di iPad Pro.

Guidati dai nuovi MacBook Pro, i computer di Apple hanno registrato un miglioramento del 14% rispetto al 2016. Le vendite sono salite fino a 4,2 milioni di unità, ma con un tasso inferiore rispetto al fatturato: 4%.

I SERVIZI CONTINUANO A CRESCERE

Con gli iPhone praticamente stabili, gli iPad in calo e i Mac in miglioramento, Apple avrebbe potuto chiudere con una crescita zero la trimestrale rispetto al 2016. Invece, il fatturato è cresciuto del 5% grazie soprattutto ai servizi, che hanno accumulato oltre un miliardo in più rispetto all’anno precedente. La categoria “servizi” di Apple include iCloud, l’App Store e Apple Music. Da 5,99 miliardi del 2016 si è passati a 7,04 miliardi di dollari. Secondo quanto riferito nel corso della riunione con gli azionisti, i profitti derivanti dall’App Store sono cresciuti del 40% dal 2016; gli utenti abbonati ad Apple Music sono saliti a 165 milioni, 15 milioni in più del trimestre precedente.

Apple MusicApple Music è disponibile per macOS, Windows, iOS e Android Apple

“Abbiamo assistito a una grande risposta dei consumatori a entrambi i modelli dei nuovi iPhone 7 (PRODUCT)RED Special Edition e siamo contenti del florido momento del nostro business di Servizi, con il fatturato più alto di sempre per un trimestre di 13 settimane” ha commentato l’amministratore delegato Tim Cook.

Un business sottovalutato e che, negli ultimi trimestri, sta venendo fuori e potrebbe gettare le basi per un futuro dove gli iPhone non saranno più la baraonda commerciale che sono al momento (33 miliardi di dollari, comunque, non si sostituiscono in fretta).

L’annuale evento Worldwide Developers Conference si terrà dal 5 al 9 giugno. Insieme all’annuncio di iOS 11 e di macOS 10.13, potremmo anche sentire qualche parola in più riguardo proprio alle novità che coinvolgono i servizi di Apple, in primis iCloud e Apple Music, quest’ultimo disponibile anche per Android. Siamo ancora lontani da un futuro in cui Apple non dipenderà profondamente dalle vendite dei suoi iPhone per mantenere alto il fatturato (anche in questo trimestre hanno rappresentato la maggioranza, con il 63% dei profitti), ma i servizi sono un settore promettente in cui Apple sta dimostrando di avere spazio di manovra. Gli iPad invece rimangono il tallone d’Achille della società, che sembra non sapere in che direzione portare la gamma.

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