D i «indignazione e disgusto» parla il ministro dell’Interno francese Cristophe Castaner dopo l’ennesima manifestazione violenta dei gilet gialli. Quella andata in scena ieri a Parigi è la più sfilacciata dal 17 novembre. Tre raduni annunciati, uno solo autorizzato. Tremila poliziotti antisommossa in testa al corteo principale, furgoni blindati in coda. Poi, il caos. «La polizia è con noi», intona un manifestante sugli Champs Elysées. Jerome Rodrigues, uno dei leader ferito all’occhio due settimane fa, guida il corteo principale. Transennata e protetta, l’Assemblea nazionale diventa subito bersaglio dei primi lanci di oggetti. La polizia la difende con lacrimogeni e granate assordanti e un fotografo 30enne dei gilet gialli perde 4 dita.

Un’inchiesta è tuttora aperta sull’uso di proiettili e granate non letali da parte dei Crs. Ma altri incidenti sono già in corso davanti al Senato, poi a Montparnasse e a Campo di Marte. Per il ministero dell’Interno, 51.400 dimostranti in Francia, 4mila a Parigi. Un tredicesimo atto in calo rispetto al precedente fine settimana, dove i gilet gialli erano 58.600, 10.500 a Parigi. Cifre contestate dai «giubbotti» e voglia dell’ala dura sostenuta da Luigi Di Maio di rovesciare il governo: all’Arc de Triomphe per «destituire Macron e la V Repubblica». L’appuntamento principale annunciato sui social da Eric Drouet c’è, ma in piazza ci sono più casseur che gilet.

Una molotov viene lanciata al passaggio di una parte del corteo davanti al portone del Senato, danni alle vetrine nelle vie adiacenti, ancora cariche e lacrimogeni della polizia. Dopo l’atto XII «incentrato sulla denuncia della violenza della polizia e un tributo ai tanti feriti dall’inizio del movimento, a novembre» si torna allo scontro, specie nei pressi della Torre Eiffel. Un veicolo di protezione dell’operazione militare Sentinelle viene dato alle fiamme. Partono sassaiole e attacchi contro i Crs. Per fermare gli assalti all’arredo urbano in una delle zone più centrali di Parigi, la polizia lancia proiettili di gomma non letali e usa gli idranti. Una dozzina di veicoli sono già stati bruciati, auto di lusso ma anche scooter. Il ministro Castaner denuncia su Twitter «attacchi intollerabili»: almeno 39 gli arresti, molti fermi di fronte a banche dove i casseur si sono dati appuntamento per distruggere bancomat e vetrine. Tra loro anche italiani. Danneggiata la nuovissima barriera di protezione in vetro della Tour Eiffel.

Gli slogan «Macron dimissioni», l’invito a indire un «referendum di iniziativa civica» e a «fermare la violenza», ad abbassare le tasse e a rilanciare il potere d’acquisto restano il segno distintivo dell’ala pacifica sugli Champs. Ma tensioni si registrano anche in altre città. Una cinquantina i parlamentari che nelle ultime settimane hanno subito intimidazioni. Ieri a Chalons-en-Champagne, nel nord della Francia, gli uffici di una deputata gollista vengono danneggiati da un gruppo di gilet gialli. A Nizza, decine di «giubbotti» hanno puntato verso Ventimiglia per cercare di bloccare l’autostrada sul versante italiano. Trenta fermi a Mentone, tra cui il «falco» oltranzista del movimento dei gilet Maxime Nicolle, presente venerdì nella manifestazione in scena a Sanremo. All’Eliseo si aspetta la chiamata di Giuseppe Conte. Prima, nuova conta dei danni e risposte alla furia dei vandali: «Tutto sarà fatto per garantire che gli autori siano catturati e giudicati», assicura Castaner. Intanto Chalenchon e Co. si dicono pronti a incontrare di nuovo Di Maio e Di Battista: «Il dialogo va avanti». Anche a Tolosa e Lione migliaia di manifestanti respinti con lacrimogeni, bloccati prima di raggiungere la prefettura il centro città. Presenze identiche a Lille, Nantes, Rennes, Brest, Caen, Lorient.