Dakar 2017 “Mission” Partner. Nikon. High Techonology Family Feeling!

DKR17 Mission. È vero, oggi ci sono telefoni che fanno impallidire, per qualità delle immagini che producono, sistemi e tecnologie all’avanguardia, anche nei costi, sino a solo pochissimi anni addietro. D’altra parte, l’assioma è che se la tecnologia dei portatili ha fatto passi da gigante, potete e dovete immaginare i salti che ha fatto la tecnologia specifica delle apparecchiature fotografiche e video. E poi è bene avere sempre chiari concetti e confini. Di base un sistema integrato, come quello dei telefonini, seppure pratico, divertente e anche creativo, non potrà mai competere con un sistema specifico e specializzato nella produzione di immagini. Non è un male, ma è un’altra cosa, un’altra filosofia. Si tratta di sapere e decidere dove posizionarsi, nell’uno e nell’altro caso o senso, e dove è il limite, il confine di separazione. Uno per tutti, quando si parla di smartphone, il vantaggio è nel tutto-in-tasca e nell’integrazione con altre “facilities”, ma il limite nella qualità del prodotto finale, dell’immagine fotografica o video. Largo, in questi casi, agli specialisti. E largo a Nikon!

Prima di tutto una considerazione “storica”. Siamo arrivati prestissimo, all’alba dei tempi potremmo dire, a Nikon, e quindi abbiamo avuto modo di familiarizzare con un sistema in continua evoluzione e costantemente sulla cresta dell’onda e del primato tecnologico, in grado di fornire per decenni lo stato dell’arte della produzione di immagini fotografiche. Tale straordinaria continuità ha dato modo a generazioni di fotografi di mantenere un livello altissimo di produzione in un ambito di logica, irrinunciabile fedeltà al Marchio. È un fattore importante, oggi molto di più in presenza di quel digitale che ha quasi spazzato via l’immagine analogica, perché mantiene al massimo livello la capacità operativa del fotografo pur nella continua, rapidissima evoluzione di prodotti che corrono sulla lama di un rasoio tecnologico alla velocità della luce. In altre parole, sapere che le dita andranno sicure ad accarezzare quei pulsanti e quelle regolazioni necessarie per fissare sulla pellicola… pardon, sul sensore, l’immagine cercata, è un fatto “accompagnatorio” chiave tra i più rassicuranti dell’esperienza fotografica.

Avere un corredo Nikon “corresponsabile” della nostra raccolta di immagini è, insomma, il modo per vivere un’esperienza creativa con un “complice” di altissimo livello e un “socio” di vecchia data. Una “ganzata”, insomma!

E la “ganzata” alla Dakar Paraguay-Bolivia-Argentina, noi l’abbiamo vissuta così, consolidando una tradizione di scelta. Due corpi Macchina reflex. Non i più, ma nemmeno i meno e comunque il massimo nel loro genere. Due D750. Perché? Semplice: D750 vuol dire massima qualità di immagine full frame, accessori, flash integrato e corpo da… viaggio, leggero e compatto, ma non per questo meno robusto e affidabile. Credeteci, dopo l’esperienza in un range di temperature, altitudini e livelli di umidità da far diventare scemi, ne abbiamo le prove. Funzionamento rapido e impeccabile, sicuro, come se niente fosse. Ottiche, poche ma super collaudate. Un 16-35, scelto di apertura minima F4 per ragioni di compattezza e peso (quando si viaggia intercontinentale il peso della sacca fotografica grava in modo determinante sul bagaglio, e poi al “difetto” di luminosità ci pensano ormai i moderni sensori), il mitico 70-200 F2.8, moltiplicatore 1.4x, e siamo a posto. O quasi. Flash, scelto l’affidabile e tetragono SB910. Poi, la compatta. Non le conoscevo, mi sono fidato dell’esperienza diretta e mi hanno affidato le cure di una Coolpix A900, tascabile assoluta che ha tenuto fede al nome che porta grazie alla qualità dell’immagine intrinseca nonostante il formato del sensore, oltre 20 mega pixel. Soprattutto, tuttavia, la Coolpix A900 si è rivelata un autentico “mostro” di versatilità. Zoom dall’incredibile range operativo, ben 35x da 24mm a 840mm equivalenti, video 4k, completa integrazione wi-fi, stabilizzazione di immagine, operativamente un fulmine… devo andare avanti?

Ma la vera novità che abbiamo portato a battesimo alla Dakar in America del Sud è la Action camera della rivoluzione Nikon, la KeyMission 360. Qui siamo in presenza di un “oggetto” che ci ha colti impreparati. Non basta pensare all’angolo giro, sui due assi verticale e orizzontale, per capire cosa è possibile riprendere con la neonata di Nikon, bisogna vederlo e immaginarlo su un piano diverso di creatività sul quale la soggettiva si impadronisce della scena e decreta l’”ufficialità” della massima libertà di azione. È la porta su un nuovo mondo, che richiede anche un po’ di immersioni per essere capito e sfruttato a fondo. Dopodiché il risultato è quasi sconvolgente. Ma qui merita che ne riparliamo più specificamente.

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