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Per chi deve mettersi in viaggio non è un bel momento. Allora meglio seguire queste regole, per non trovarsi spiazzati in caso di emergenza

di Biagio Simonetta

27 febbraio 2020


Coronavirus, prevenzione e quarantena: le regole fuori dall’area rossa

3′ di lettura

Partire oppure no? Da quando il contagio da coronavirus ha messo paura all’Italia, in molti si stanno chiedendo se viaggiare è ancora una buona scelta. Al di là dei numerosi Paesi che hanno approvato misure restrittive verso gli italiani, gli spostamenti in genere, in queste settimane, sembrano essere un po’ una incognita. Certo, molto dipende dalla destinazione (ma anche dal punto di partenza). Ma le preoccupazioni per il coronavirus sono un fatto innegabile: le compagnie aeree stanno modificando i loro piani, alcune grandi conferenze sono state annullate, negli aeroporti di mezzo mondo vige uno stato di allerta molto elevato. Per chi deve mettersi in viaggio, insomma, non è un bel momento. Ci sono quattro regole fondamentali, da seguire in questo caso.

Se sei malato, non viaggiare

Questa è una regola che si applica sempre. Ma le persone la ignorano regolarmente. In questo clima di estrema allerta, però, è una regola basilare: se sei malato, non partire, a meno che tu non voglia finire in quarantena. Un’eventuale misurazione della febbre positiva in aeroporto (lo scanner è in funzione un po’ ovunque, oggi), potrebbe dare il via a una procedura di isolamento. E magari hai solo una banale influenza. Inoltre, gli equipaggi delle compagnie aeree – per non parlare dei passeggeri – sono in allerta per chiunque starnutisca o tossisca. Negli Stati Uniti, i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno raccomandato agli assistenti di volo di isolare i passeggeri malati. Non sarebbe un bel viaggio, insomma.

Pianifica anche i disagi

Indipendentemente da quale sia la tua meta a livello internazionale, oggi è aumentato in modo considerevole il rischio che i viaggi possano essere interrotti. Basta un cluster che si trasforma in focolaio epidemico per fare in modo che uno scalo di una città venga chiuso, che i voli vengano cancellati e i viaggiatori vengano messi in quarantena. Quindi, meglio pianificare in anticipo anche le gravi interruzioni, per ogni evenienza. Questo influisce molto sul bagaglio, sulle scorte di medicinali che porti con te, sull’eventuale materiale per riprendere il lavoro, se il tempo di viaggio si allunga.

Che rischio hai di ammalarti?

Data l’allerta globale, è giusto tenere in considerazione gli eventuali di potersi ammalare durante un viaggio. E ammalarsi non significa per forza prendersi il coronavirus, ma anche la normale influenza. Le persone anziane o quelle con condizioni di salute meno stabili, sono quelle più a rischio. Un vaccino antinfluenzale, da effettuare una decina di giorni prima della partenza, non è una cattiva idea, secondo Henry Wu, direttore del TravelWell Center della Emory Universitym, che ne ha parlato al Wall Street Journal.

Scegli bene l’assicurazione

Scegliere con cura l’assicurazione di viaggio è un’altra regola importante, attualmente. Affidarsi alla più economica che si trova online non sembra essere la scelta migliore. Considerati i disagi e gli imprevisti di questi giorni, è doveroso considerare le assicurazioni che contemplano l’annullamento del viaggio per qualsiasi motivo. Costano, generalmente, il 40% in più rispetto alle polizze base. Ma sono le uniche veramente utili in periodi come quello attuale. Per quanto riguarda la sanità, all’interno dell’Unione Europea è valida la copertura comunitaria (ricorda di avere con te la tessera sanitaria). Per il resto del mondo è preferibile sottoscrivere una assicurazione ad hoc.