MILANO – Il piano fiscale targato Donald Trump non scalda il mercato. I primi dettagli forniti ieri dal segretario del Tesoro Steve Mnuchin e dal direttore del consiglio economico della Casa Bianca Gary Cohn hanno parzialmente deluso le attese e ieri Wall Street ha virato in negativo proprio dopo le indicazioni fornite dai due. Milano apre in calo dello 0,41%, Londra perde lo 0,17%, Francoforte lo 0,25% e Parigi lo 0,34%.

A Piazza Affari fanno male le banche e perde terreno anche Fca, dopo la seduta sprint di ieri seguita alla pubblicazione degli ottimi dati trimestrali.

Anche Tokyo ha chiuso sottotono, in linea con gli altri listini asiatici, dopo che la banca del Giappone ha rivisto al ribasso le proprie stime sull’inflazione nipponica, pur confermando gli stimoli monetari in corso. In Europa si guarda soprattutto al consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Non sono attese da parte dell’Eurotower decisioni sul fronte dei tassi né modifiche al piano di acquisto di titoli portato avanti da Francoforte, che dovrebbe proseguire al ritmo di 60 miliardi al mese, ma le parole del presidente Mario Draghi potrebbero offrire spunti sull’avanzamento della ripresa economica nell’Eurozona.

Intanto l’euro resta sopra quota 1,09, beneficiando ancora del balzo registrato all’indomani del voto francese. Prima dell’apertura delle Borse europee la moneta del Vecchio continente scambia a 1,0901 sul dollaro.

Lo spread riparte sostanzialmente in linea con la chiusura di ieri. Il differenziale Btp/bund viaggia a 194 punti, con il rendimento del decennale italiano al 2,31%.

Giornata fitta di apuntamenti sul fronte macroeconomico. Si attendono i dati sulle vendite al dettaglio in Germania, il pil nel Regno Unito, la fiducia di consumatori e imprese e il commercio estero extra-ue in Italia, l’indice del business e dell’economic sentiment nell’Eurozona. Nel pomeriggio invece, dagli Stati Uniti, si guarda agli ordini di beni durevoli e alle vendite di abitazioni in corso.

Quotazioni del petrolio in calo, con il Brent che cede lo 0,42% a 51,6 dollari al barile, mentre il Wti cede lo -0,56% a 49,34 dollari al barile. In lieve calo anche l‘oro: il metallo viene scambiato a 1264 dollari l’onca, in calo dello 0,34%.