Prosegue il dibattito e si profilano nuovi cambi di regole, sul come le città europee debbano trattare auto con diverse motorizzazioni. Premesso che se abbiano le normative antinquinamento, Euro Fase6 attualmente, sarebbe giusto tener fede e correggere solo quelle, ogni nazione e ogni città fa un po’ a modo suo.

In Francia, dove a onor del vero l’industria auto è stata tra le “migliori” nel gestire le emissioni dei propri motori a gasolio, si profila una riabilitazione del motore diesel nelle auto, rispetto alla recente demonizzazione.

Bollino viola e aziende

Attualmente i francesi usano dei “bollini” numerati per assegnare i livelli di ecologia alle auto che devono, o non devono, transitare in certe zone (definite ZCR e ZCA). Sono sei e in pratica puntano, gradualmente, a eliminare dalle maggiori città tutte le auto inferiori a classe Euro6, escludendo però tutti i motori diesel, indipendentemente dalla classe emissioni. Un sistema come tradizione francese ben congeniato ed articolato, diverso da quello di altri e valido secondo criteri ambientali calcolati zona per zona.

Adesso però il diesel lo si vuole rimettere tra i motori ammessi. Già perchè le agenzie riportano discussioni per un accordo al ministero che riveda l’attribuzione del bollino Crit’Air 1, il migliore per auto che non siano a zero emissioni; includendovi anche i diesel Euro6D, che rientrano al momento in Crit’Air 2.

La tutela, per molti versi giusta, è non solo utile a chi vuole scegliere ancora auto diesel regolarmente vendute oggi (es. per lunghi spostamenti) ma anche per industria e occupazione. Le vendite diesel in Francia sono scese di oltre un terzo a gennaio 2019, destando preoccupazioni nella filiera, per aziende e personale. Se l’iter per riabilitare i motori diesel all’accesso in zone e città definite (un po’ il contrario di quello che ha previsto Milano con Area B e C, ndr) è molto lungo, quantomeno i francesi ne parlano concretamente, non solo a chiacchera da bar.