MacBook Pro ha finalmente un nuovo design dopo 4 anni. Uno dei prodotti più iconici della mela morsicata veniva solo migliorato nell’hardware di anno in anno dal 2012, ma con la presentazione delle nuove versioni del 27 ottobre Apple ha cambiato le carte in tavola, mostrando computer portatili più sottili, più leggeri, con USB Type-C e cornici dello schermo ridotte. In più la Touch Bar OLED, che potrebbe diventare molto utile per creare delle scorciatoie o visualizzare più informazioni sulla tastiera. Proprio quello che chiedevano gli utenti, dato che il mercato negli ultimi anni è andato avanti e il design del 2012 dei MacBook pro era ormai datato. Sarebbe stato meglio se Apple si fosse fermata qui, almeno per questa generazione, e invece non l’ha fatto.

Apple MacBook Pro: emoji sulla Touch BarApple MacBook Pro: emoji sulla Touch Bar Apple

Apple ha smarrito la la strada. O meglio, sembra che non abbia capito quale può essere il pubblico di questi nuovi MacBook Pro. In moltissimi si stanno lamentando delle nuove macchine, per motivi diversi: Dj, fotografi, sviluppatori e creativi, che dovranno acquistare adattatori esterni per usare le funzionalità che prima erano comprese tra le porte del loro notebook.

Chi scrive lo sta facendo da un MacBook Pro 13″ di fine 2013, una macchina ancora in grado di rispondere pienamente alle esigenze di uno sviluppatore, di un creativo, di un montatore video, grafico o fotografo che sia. Tutto questo grazie a buone specifiche tecniche, ottima tastiera e schermo, usabilità magnifica del trackpad e soprattutto per tutte le connessioni che mette a disposizione: HDMI, slot per schede SD, USB 3.0, MagSafe per stare tranquilli se qualcuno passa tra il portatile e il cavo. Ma tutto questo è sparito con la nuova generazione: per prima cosa il suono all’avvio, che non ci sarà più, dato che il MacBook Pro ora si accende appena si apre il coperchio (anche quando è stato completamente spento).

Un’entrata per dominarli tutti: ma a che Pro?

Al loro posto due entrate USB Type-C sul 13″ senza Touch Bar e 4 sui 13″ e 15″ con Touch Bar. Chiariamoci, l’USB Type-C è un’ottima cosa, ma Apple con questo cambio repentino costringe i suoi utenti “Pro” ad acquistare scomodi adattatori per qualsiasi cosa si deve attaccare al computer con cavo, persino per iPhone. L’USB Type-C è il futuro ed è molto più veloce di qualsiasi cosa vista finora e la tecnologia Thunderbolt 3 consente un trasferimento dei dati quattro volte superiore rispetto all’USB 3.1 (40Gbps per secondo contro 10Gbps). Appunto è il futuro, non il presente. Quello nel medio termine sarà fatto di tanti adattatori.

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Thunderbolt 3Thunderbolt 3 Intel

Ma parliamo delle innovazioni: la Touch Bar, anche se potrebbe diventare davvero utile, sembra una scusa per non aver introdotto il touch direttamente sullo schermo: mentre Microsoft permette di toccare e interagire su qualsiasi cosa è presente sullo schermo, Apple ci dice di guardare la tastiera mentre le cose importanti scorrono sul display, ma soprattutto è impegnata a dire agli sviluppatori di implementare nuove caratteristiche sui loro software che supportino una minuscola barra che fa da scorciatoia. E no, le emoji interessano poco a un professionista che deve comprare una workstation per lavorare in mobilità.

Windows users right now be like “my whole screen is a touchscreen tho” https://t.co/qzapDn9YN0#AppleEvent#MacBookPropic.twitter.com/HhUx8HLmyW

— Napier Lopez (@napilopez) 27 ottobre 2016

Un Dj dovrebbe stare in console e interagire con questa piccola barra per mixare le canzoni quando l’azione si svolge sullo schermo, tutto questo non ha senso. E poi l’entrata jack per le cuffie non era “morta”? Apple l’ha tolta da iPhone 7 ma non dal MacBook Pro, nel frattempo ha rimandato le AirPods. Il coraggio di creare totale confusione anche nei power user.

macbook-pro-1-4 (1)MacBook Pro Apple

Apple, perché?

Perché rimuovere l’HDMI, uno standard ancora presente e incredibilmente popolare su tutte le TV e monitor esterni? Perché gli utenti non possono inserire cuffie con attacco Lightning che arriva con iPhone nei nuovi MacBook Pro? Perché iPhone 7 non viene venduto con un “giusto” cavo per essere attaccato ai Mac? Come ricarico il mio mouse con cavo Lightning? Perché rimuovere l’entrata dell’SD card, popolarissima tra i fotografi per trasferire le foto direttamente sul computer? Ma soprattutto: perché mai dovrei comprare il modello base di MacBook Pro senza Touch Bar?

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Non chiamatelo Pro: ricordate quando chiunque consigliava di acquistare un MacBook Pro per i professionisti della grafica, della fotografia o per gli sviluppatori? Non siamo sicuri se quest’idea continuerà ad essere valida con queste nuove macchine. La confusione è tanta: ci sono tre versioni di MacBok Pro, di cui la prima senza Touch Bar (e costa ben 1.749 euro senza aggiungere nulla di significativamente nuovo a parte uno schermo migliore), ma anche meno performante (solo due porte USB Type-C, memoria più lenta e una peggiore GPU). Il solo fatto che questa versione competa con il MacBook Air significa che chiamarlo “Pro” è una presa per i fondelli.

I MacBook Pro del 2010 offrivano un processore dual-core a 2.4 gigahertz. Indovinate cosa offre un MacBook Pro 13″ nel 2016? Un processore dual-core a 2.0 gigahertz. Sì, il 15″ arriva a 2.9 gigahertz ma a un prezzo nettamente maggiore, quasi il doppio. Per non parlare della tastiera, questa volta mutuata dal MacBook da 12″, con il meccanismo a farfalla di seconda generazione: il risultato sono tasti che “viaggiano meno” quando premuti. Scomodo per chi deve scrivere per lungo tempo o programmare. Infine la batteria, che si attesta ancora alle solite 10 ore, certo abbastanza, ma nessun miglioramento rispetto al passato. Tra l’altro i nuovi MacBook Pro hanno i chip Intel Skylake, e non i nuovi Kaby Lake, più performanti. Arrivano con un massimo di 16 GB di RAM non espandibile, proprio come le passate generazioni, quando molti utenti chiedevano almeno 32 GB.

both the 13″ and the 15″ are capped at 16 GB of RAM.

this is unbelievable.

— Adrian Kosmaczewski (@akosma) 27 ottobre 2016

Cosa desidera l’utente di MacBook Pro

Nel bel report di Cnet sulla storia dei portatili Apple, Phil Schiller, che ricordiamo essere il capo del marketing di Apple, ha dichiarato: “Le nostre decisioni non sono dettate dal calendario. Abbiamo messo la squadra alla prova per fare un gran lavoro, e questo certe volte accade in uno o in tre anni. Teniamo a cuore di portare innovazioni nei Mac e continuare la storia che ha definito Apple nel corso degli anni”. Cosa? No, questo è “marketinghese”, 4 anni per aggiungere una Touch Bar?

Non vogliamo certo dire noi cosa vorrebbe l’utente medio di un MacBook Pro ma lo possiamo immaginare: una macchina potente e versatile, capace di adattarsi alle sue esigenze. Invece riceve questo.

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Un fotografo dovrà comprare un adattatore USB Type-C-SD Card per passare le sue foto sul Mac, a meno che non abbia una reflex di ultima generazione con WiFi o Bluetooth. E le card di classe 10 sono decisamente più veloci delle connessioni wireless. Un videomaker che vuole connettere il Mac al monitor dovrà comprare un adattatore USB Type-C-HDMI per avere una superficie più grande e montare i video. E non dimenticate di mandare al diavolo tutte le penne USB che avete. Insomma, questi MacBook sono così futuristici che hanno dimenticato che gli utenti vivono nel presente.