• 24 Marzo 2026 4:12

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Zuckerberg crea un agente IA per assisterlo come Ceo di Meta

Mar 24, 2026

AGI – Mark Zuckerberg vuole portare Meta verso un modello in cui ogni persona, dentro e fuori l’azienda, abbia il proprio agente di intelligenza artificiale personale. E ha deciso di partire da sé. Per questo, scrive il Wall Street Journal, sta sviluppando un “CEO agent” pensato per assisterlo nel lavoro quotidiano e recuperare più rapidamente informazioni che oggi passano ancora attraverso diversi livelli della struttura interna.

Il progetto si inserisce in una spinta più ampia che attraversa tutta Meta, gruppo da quasi 79.000 dipendenti, con l’obiettivo di accelerare i ritmi di lavoro, ridurre i livelli gerarchici e cambiare le mansioni quotidiane dei dipendenti per restare competitiva rispetto alle startup nate direttamente nell’era dell’AI. Zuckerberg aveva già indicato questa direzione nella call sui conti di gennaio, spiegando che Meta sta investendo in strumenti “AI-native” per permettere ai singoli dipendenti di fare di più e rendere i team più piatti. Secondo il Wsj, l’uso di questi strumenti si è già diffuso rapidamente all’interno dell’azienda, anche perché oggi pesa nelle valutazioni delle performance.

Agenti AI e strumenti interni

Tra gli strumenti citati ci sono agenti personali come “My Claw“, che possono accedere a chat e file di lavoro e interagire con colleghi o con gli agenti dei colleghi. Un altro strumento interno, “Second Brain“, sviluppato sopra Claude, serve invece a indicizzare e interrogare documenti di progetto ed è stato descritto internamente come una sorta di “chief of staff artificiale“. Meta ha anche creato una nuova organizzazione di ingegneria applicata all’IA, incaricata di accelerare lo sviluppo dei LLM del gruppo, con team dalla struttura molto piatta.

Impatto sui dipendenti e sfide future

Ma questa trasformazione, scrive il giornale americano, alimenta anche tensioni interne: alcuni dipendenti la considerano una fase stimolante, altri temono che la corsa all’efficienza possa tradursi in nuovi tagli. Dopo i grandi licenziamenti avviati tra 2022 e 2023, quando Meta eliminò complessivamente 21.000 posti, l’organico è tornato a salire fino a 78.865 dipendenti. Per il management, però, la priorità resta evitare che un gruppo delle dimensioni di Meta lavori con minore efficienza rispetto ai concorrenti costruiti fin dall’inizio attorno all’intelligenza artificiale.

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