• 29 Maggio 2026 18:13

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Vigna, AD di Ferrari: “Il Cavallino sulla Luce non si tocca”

Mag 29, 2026

C’è un rumore assordante che agita le colline di Maranello, un frastuono che riguarda il presente e il futuro del Cavallino Rampante dopo il lancio della prima elettrica della sua storia, e che, per molti puristi, ha il sapore amaro del sacrilegio. La Ferrari Luce è diventata il ring di uno scontro ideologico che sta scuotendo le fondamenta del mito automobilistico più celebrato al mondo.

L’affondo della vecchia guardia

La miccia è stata accesa da chi quella storia l’ha scritta per decenni. Luca Cordero di Montezemolo, l’uomo che ha guidato il Cavallino nell’epoca d’oro di Schumacher, non ha usato giri di parole, definendo l’operazione come un rischio per la “distruzione di un mito”. Il suo è stato un grido di dolore misto a sdegno: “Spero che almeno si tolga il Cavallino da quella macchina”. Un’affermazione che ha il peso di una scomunica, come se un cuore a batteria non fosse degno di battere sotto lo stemma che Enzo Ferrari ha reso immortale.

La replica di Vigna: “Faccio di testa mia”

La risposta non si è fatta attendere. Dal palco del Motor Valley Fest di Modena, l’amministratore delegato Benedetto Vigna ha indossato l’armatura del pragmatismo scientifico. Con una fermezza che ha gelato i detrattori, ha replicato punto su punto: “Nella vita sono abituato a fare ciò che dico io, non ciò che mi dicono gli altri”.

Vigna non accetta lezioni di stile, soprattutto da chi la macchina non l’ha ancora toccata con mano. Per l’AD, la Luce non ha nulla a che vedere con le “elettriche di altri player” e meno che mai con la concorrenza cinese. La sua è una difesa della “diversità Ferrari”, un progetto nato da un approccio scientifico che promette un’esperienza di guida che va vista e provata per essere compresa.

Il prezzo del futuro e la risposta dei clienti

Ma se i social e gli ex presidenti criticano, i portafogli dei collezionisti sembrano cantare un’altra musica. Nonostante un prezzo fissato alla cifra astronomica di 550.000 euro, gli ordini sono stati aperti da poche ore e il feedback è definito “più che positivo”. La vogliono subito, ha dichiarato Vigna, sottolineando come l’interesse arrivi soprattutto da nuovi clienti, pronti a pagare quello che lui definisce il prezzo dell’innovazione. Per l’azienda, svendere la tecnologia sarebbe un torto verso chi ci lavora e verso la filiera stessa.

Un garage che non dimentica le radici

Tuttavia, Maranello non sta diventando una fabbrica di soli “elettrodomestici” di lusso. In un tentativo di rassicurare chi teme la scomparsa del rombo, Vigna ha ribadito che la gamma rimarrà diversificata. La Luce è un’aggiunta, non una sostituzione: nello stesso listino convivono la Testarossa ibrida, l’Amalfi termica e l’urlo aspirato del 12 cilindri della Purosangue.

Mentre i vicini di casa della Lamborghini, guidati da Stephan Winkelmann, scelgono la via della prudenza rimandando il salto nel full electric, Ferrari sceglie la fuga in avanti. Il Cavallino resta lì, ben saldo sul cofano della Luce, a testimoniare che la sfida è appena iniziata. Perché a Maranello, piaccia o meno, sono sempre i prodotti a dover parlare, e il futuro sembra aver già prenotato il suo posto in garage.

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