In Turchia le autorità hanno trovato un modo decisamente fuori dagli schemi per richiamare l’attenzione sulla sicurezza stradale. Niente cartelli più grandi o campagne istituzionali tradizionali: lungo alcune strade del Paese sono comparse vere automobili distrutte, appese a tralicci o posizionate in punti ben visibili, accompagnate da un semplice ma inquietante messaggio. Davanti ai rottami, il limite di velocità della strada o un richiamo diretto al comportamento scorretto che ha causato l’incidente. Un’idea forte che è diventata virale sui social e ha acceso il dibattito sull’efficacia delle campagne di prevenzione.
L’iniziativa
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’automobilista prima che commetta comportamenti rischiosi utilizzando la semplice verità. Le auto utilizzate non sono infatti scenografie o ricostruzioni, ma veicoli realmente coinvolti in incidenti gravi. Secondo quanto emerso, si tratta di vetture sequestrate dopo sinistri avvenuti per eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza o uso del telefono al volante.
Le carcasse vengono posizionate in punti strategici, spesso all’ingresso di tratti di strada particolarmente pericolosi o nei pressi di incroci dove in passato si sono verificati numerosi incidenti. A completare il messaggio, un cartello con il limite di velocità consentito, oppure un avviso che richiama alla prudenza. Niente di elaborato, perché a parlare è l’auto stessa, o meglio, ciò che ne resta.
L’idea alla base è chiara: mostrare le conseguenze reali di una guida sconsiderata, senza filtri né edulcorazioni. Un approccio che punta tutto sull’impatto emotivo e sull’identificazione. Quell’auto poteva essere la tua.
Una campagna potente
Rispetto ai classici cartelli stradali o alle campagne pubblicitarie istituzionali, questa iniziativa ha un vantaggio evidente: è impossibile da ignorare. Una vettura accartocciata, sospesa in aria o esposta lungo la carreggiata, cattura lo sguardo anche del guidatore più distratto. E soprattutto lascia il segno.
Secondo le autorità locali, l’effetto è immediato. Molti automobilisti rallentano istintivamente, altri si fermano a osservare, qualcuno scatta una foto. Il messaggio arriva forte e chiaro: quello che stai guardando è una conseguenza reale di un comportamento da evitare.
Anche i social network hanno amplificato l’efficacia della campagna. Le immagini delle auto incidentate utilizzate come cartelli hanno fatto il giro del web, raccogliendo migliaia di commenti e condivisioni. In molti hanno definito l’idea geniale e necessaria, soprattutto in un’epoca in cui l’assuefazione ai messaggi di pericolo è sempre più diffusa.
Non sono mancate però le critiche. Alcuni utenti e osservatori hanno sollevato dubbi sul possibile effetto opposto: auto distrutte a bordo strada potrebbero distrarre i guidatori invece di renderli più prudenti. Altri parlano di un approccio troppo crudo, che rischia di fare leva sulla paura più che sulla consapevolezza.
Sicurezza stradale: servono nuovi linguaggi
Al di là delle polemiche, l’iniziativa turca riporta al centro un tema fondamentale: la sicurezza stradale ha bisogno di nuovi linguaggi. I numeri degli incidenti, in molti Paesi, restano elevati nonostante limiti, controlli e sanzioni sempre più severi. Segno che le regole, da sole, non bastano.
Mostrare le conseguenze reali di un comportamento scorretto può essere più efficace di mille cartelli. È un approccio che punta sull’empatia, ma anche su una forma di timore controllato, capace di rompere l’automatismo della guida quotidiana. Non a caso, strategie simili sono già state sperimentate in passato con immagini forti nelle campagne contro l’alcol o le sigarette.