• 22 Febbraio 2026 11:20

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Vendita benzina, è il miglior gennaio dal 2012

Feb 22, 2026

Italiani sempre in auto in questo inizio di 2026. Lo dimostrano i dati sulle vendite di benzina che segnano un +6%, centrando quello che è il miglior risultato per il mese di gennaio dal 2012. Un dato che sorprende, soprattutto in un contesto in cui si parla spesso di elettrificazione, mobilità alternativa e riduzione dei consumi fossili.

A fotografare la situazione è l’Unione Energie per la Mobilità (Unem), che nel suo ultimo report evidenzia una crescita significativa delle immatricolazioni e, di conseguenza, dei rifornimenti alla pompa. L’aumento della benzina si traduce in circa 50.000 tonnellate in più rispetto allo stesso mese del 2025. Un segnale chiaro: almeno per ora, l’auto a motore termico resta centrale nelle abitudini degli italiani.

Le ragioni? Diverse. Da un lato un inverno relativamente mite ma piovoso che ha favorito gli spostamenti in auto, dall’altro un mercato che, pur tra mille difficoltà, continua a proporre modelli benzina competitivi, ben più accessibili rispetto alle alternative elettriche o ibride plug-in.

Crisi petrolchimica

Se le pompe di benzina festeggiano, il quadro generale non può dire lo stesso. Il settore dei prodotti petroliferi è infatti in crisi, con un mercato che segna un -5,2% rispetto allo scorso anno. Il calo è “fortemente influenzato dalla persistente crisi della petrolchimica”, come sottolinea l’Unem, che infatti segna da sola un impressionante -70,4% rispetto allo scorso anno.

Il ruolo delle accise

A dare una spinta alla benzina è stato anche l’allineamento delle accise, che ha visto ribilanciare il divario tra gasolio e benzina, a favore di quest’ultima. La verde ha infatti perso circa 7 centesimi al litro, chiudendo gennaio con una media di 1,638 euro al litro, più basso del diesel che però, nonostante i 5 centesimi di aumento al litro, è calato di solo 1,2 centesimi rispetto a dicembre, fermandosi a 1,657 euro al litro.

La combinazione tra fiscalità rivista e quotazioni internazionali più favorevoli ha quindi creato un contesto relativamente stabile per i rifornimenti, scongiurando i grossi rincari temuti da molti.

Gli altri carburanti

Non tutti i carburanti, però, seguono la stessa traiettoria della benzina. Il gasolio ha infatti registrato una diminuzione del 3,2%, pari a circa 56.000 tonnellate in meno. Un calo che si inserisce in una tendenza di progressiva riduzione della domanda, legata anche al cambiamento del parco circolante e alla maggiore diffusione di veicoli ibridi.

Ancora in terreno negativo il GPL autotrazione, che segna un -6,3% (-8.000 tonnellate). Un dato che conferma le difficoltà di questo segmento, penalizzato da un’offerta di modelli sempre più limitata e da una concorrenza crescente da parte delle ibride leggere.

In controtendenza il jet fuel, che cresce dello 0,6% (+2.000 tonnellate) e registra il gennaio con i volumi mensili più alti degli ultimi sei anni. Un segnale positivo per il traffico aereo, che continua il suo percorso di recupero.

Uno scenario in evoluzione

Il miglior gennaio dal 2012 per la benzina racconta di un’Italia che, almeno per ora, continua a muoversi prevalentemente su quattro ruote a motore termico. Ma il quadro complessivo resta complesso: da una parte la mobilità privata che tiene, dall’altra un settore industriale che soffre e una transizione energetica ancora in pieno corso.

I prossimi mesi diranno se quello registrato a gennaio sarà un episodio isolato o l’inizio di una nuova fase di stabilizzazione dei consumi tradizionali. Intanto, alla pompa, la benzina si prende la rivincita e torna protagonista come non accadeva da oltre un decennio.

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