• 4 Febbraio 2026 5:50

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Veicoli a tre ruote, chi può guidarli e con quale patente

Feb 2, 2026

La denominazione di veicolo a tre ruote è insufficiente per capire chi può guidarlo e con quale patente perché la normativa in vigore ragiona per categoria di omologazione e per caratteristiche tecniche. Due mezzi che sembrano identici possono finire in regole diverse se sul libretto riportano categorie differenti.

La base europea per inquadrare il tema è la disciplina della patente di guida e delle categorie di veicoli della famiglia L, dove i tricicli a motore entrano nel perimetro con definizioni e soglie di potenza predefinite.

Cos’è un veicolo a tre ruote

I tricicli a motore rientrano nella categoria dei veicoli a tre ruote disposte in modo simmetrico rispetto all’asse longitudinale e si distinguono per un requisito tecnico: la distanza tra le due ruote anteriori deve essere superiore a 46,5 centimetri, elemento che incide sull’omologazione. Il Codice della Strada, all’articolo 47, chiarisce che questi mezzi devono avere una cilindrata superiore a 50 centimetri cubici e una velocità massima oltre i 45 km/h, caratteristiche che li collocano a pieno titolo tra i veicoli a motore e non tra i ciclomotori.

Dal punto di vista dimensionale e strutturale, per la normativa vigente il peso in ordine di marcia non può superare i 1.000 chilogrammi mentre le dimensioni massime ammesse fissano la lunghezza a 4 metri, la larghezza a 2 metri e l’altezza a 2,5 metri. Come gli altri veicoli a motore, i tricicli sono regolarmente immatricolati, devono essere dotati di targa posteriore e sono accompagnati dalla carta di circolazione, che ne certifica le caratteristiche tecniche e l’inquadramento giuridico.

Ci sono anche le sotto-categorie

I tricicli a motore rientrano nella categoria L5e e possono essere equipaggiati con propulsori di diversa natura, che spaziano dai motori termici tradizionali alle soluzioni ibride fino alle versioni completamente elettriche. All’interno della stessa categoria la normativa distingue i tricicli in base alla destinazione d’uso e alla configurazione costruttiva e dà vita a due sotto-classificazioni ben precise.

La sotto-categoria L5e-A identifica i tricicli destinati al trasporto di persone, progettati per ospitare due posti a sedere complessivi, incluso quello del conducente. In questo caso il veicolo deve essere dotato di un motore di cilindrata pari o superiore a 250 cm³ e sviluppare una potenza minima di 15 kW, requisiti che ne definiscono le prestazioni e ne giustificano l’inquadramento tra i mezzi più strutturati della categoria L.

Diversa è invece la filosofia dei tricicli L5e-B, concepiti per il trasporto di cose. Questi veicoli presentano una cabina chiusa, accessibile tramite due sportelli, con un massimo di due posti a sedere, e sono caratterizzati da un vano di carico posteriore nettamente separato dallo spazio riservato agli occupanti. La normativa impone che tale area di carico abbia una capacità minima definita, così da distinguere i tricicli da lavoro da quelli destinati alla mobilità delle persone. Insomma, già dalla struttura è possibile comprendere la funzione per cui il mezzo è stato progettato.

Triciclo leggero o potente e la soglia dei 15 kW

Nel quadro europeo esiste una soglia di riferimento che è 15 kW. Al di sopra di questo limite per i tricicli a motore l’età minima fissata a livello europeo è 21 anni. La soglia separa mezzi con prestazioni e dinamiche più impegnative da quelli più tranquilli. In parallelo la stessa direttiva apre alla possibilità che gli Stati consentano sul proprio territorio la guida dei tricicli oltre 15 kW anche con patente B, purché il conducente abbia almeno 21 anni.

In Italia, la patente B consente di guidare tricicli a motore di potenza superiore a 15 kW se il conducente ha compiuto 21 anni. Se si varca il confine, la spendibilità dipende dalle regole locali, proprio perché la direttiva europea tratta questa apertura come una possibilità concessa ai singoli Stati e non come un automatismo identico in ogni Paese.

Quali mezzi a tre ruote si possono guidare con la patente A

I titolari di patente A1 possono guidare veicoli a tre ruote entro limiti che dipendono dall’omologazione. Se il mezzo è omologato come motociclo, la cilindrata non deve superare i 125 cm³ e la potenza massima consentita è di 11 kW, mentre nel caso di tricicli a motore la soglia resta fissata a 15 kW, oltre la quale l’A1 non è più sufficiente.

Con la patente A2, i tre ruote omologati come motocicli possono essere guidati fino a una potenza massima di 35 kW, coerentemente con i limiti della A2, mentre per i tricicli il tetto resta invariato a 15 kW, a conferma del fatto che la soglia di potenza dei tricicli è uno spartiacque normativo indipendente dal tipo di patente A intermedia.

La patente A senza limitazioni permette di guidare qualsiasi veicolo a tre ruote, senza distinzioni legate all’omologazione come motociclo o triciclo e senza vincoli di potenza. In questo caso è la patente più ampia a eliminare ogni restrizione e rende irrilevanti sia i kW sia la classificazione tecnica del mezzo.

Non tutti i tre ruote sono tricicli

Soprattutto con i tre ruote moderni a doppia ruota anteriore e avantreno basculante, la classificazione dipende da dettagli costruttivi e dall’omologazione effettiva. Il tutto ha conseguenze sulla patente richiesta e sulle regole di circolazione.

Dopodiché una cosa è essere abilitati alla guida, un’altra è circolare su certe infrastrutture. Sul tema dei tre ruote circolano dubbi su tangenziali e autostrade. L’accesso dei veicoli a tre ruote in autostrada è subordinato al rispetto di requisiti tecnici dai quali discendono le abilitazioni di guida richieste. Tutto ruota attorno all’omologazione del mezzo perché è quella a stabilire quale soglia debba essere superata e quale patente sia necessaria.

Quando il tre ruote è omologato come motociclo, per poter circolare in autostrada deve avere una cilindrata minima di 120 cm³ e può essere guidato da un conducente maggiorenne in possesso di una patente della famiglia A, quindi A1, A2 oppure A senza limitazioni. In questo caso il veicolo viene trattato a tutti gli effetti come una moto tradizionale e segue le stesse regole di accesso alle infrastrutture a scorrimento veloce.

Se invece il veicolo è omologato come triciclo cambiano i parametri perché la normativa richiede una cilindrata superiore ai 250 cm³ e una potenza non inferiore a 15 kW per imboccare l’autostrada. In questo caso la guida è consentita a chi possiede la patente B, purché abbia compiuto 21 anni, oppure la patente A senza limitazioni mentre la A2 non è sufficiente.

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