L’idillio fra Roberto Vannacci e la Lega è già terminato. Il generale, infatti, ha deciso di correre da solo e di svincolarsi dalla creatura diretta dal segretario Matteo Salvini, per approdare al nuovo movimento chiamato “Futuro Nazionale”. A patto che questo sia il nome ufficiale, poiché pare essere già registrato. Dunque, l’europarlamentare è pronto a tracciare un sentiero più radicale rispetto a quello del “Carroccio” e vedremo quale sarà il suo destino politico. Al di là delle faccende strettamente attuali, Vannacci si è espresso più volte anche sulla questione automobile, confermando a più riprese il suo euroscetticismo, manifestando dissenso sulla decisione dell’Ue di mettere al bando le auto termiche nel 2035, specialmente se in favore delle elettriche.
Un’idea che non tiene conto delle esigenze reali
Nel recente passato Vannacci ha tuonato contro il divieto dei vecchi motori a scoppio a partire dal 2035, apostrofando la questione come “ambientalismo ideologico”, una strategia priva di senso e lontana dalle questioni reali. Dire addio a un parco circolante di milioni di veicoli negli stati dell’Unione Europea, a favore della transizione ecologica e delle auto elettriche, sarebbe un errore che non tiene affatto conto delle condizioni economiche e infrastrutturali con le quali deve misurarsi la maggior parte della popolazione del Vecchio Continente.
Anzi, come riportato in una datata intervista al quotidiano La Stampa, il generale nutre un sincero scetticismo riguardo alle vetture alla spina, come ci ricorda la sua esperienza personale: “Mio nipote ha la Tesla e ogni volta che deve venirmi a trovare da Milano a Viareggio è una maledizione: deve fare i conti per la ricarica. Le auto elettriche costano di più. Vanno bene in città, convengono ai ricchi. Se ho un loft a Milano coi pannelli solari e sono miliardario, oppure ho un’impresa in Brianza. Non sono auto per i poveracci, i morti di fame, gli operai, gli infermieri…“. Dunque, le BEV sarebbero un mezzo per una certa élite e non un veicolo democratico, nonché alla portata di tutti.
Un tempo guidava un’auto diesel
Non sappiamo cosa guidi adesso Roberto Vannacci, ma nel momento di esplosione della sua popolarità a seguito della pubblicazione del libro di successo “Il mondo al contrario”, egli ebbe occasione di dichiarare che la sua auto personale, oltre a essere datata, era un’efficiente vettura alimentata a gasolio. Cosa che gli permetteva di percorrere molta strada, senza grossi esborsi economici. “Possiedo un’autovettura diesel di 23 anni, comprata nel 2001. Con un litro di gasolio faccio 20 km“, aveva detto.
Di sicuro, quello raccontato dal generale è uno scenario comune a una grande fetta di italiani, che dati alla mano viaggiano con automobili dall’età media di tredici anni, tra le più alte d’Europa. Vero è che, adesso, con la riforma delle accise il prezzo del gasolio al distributore non è più vantaggioso quanto prima, ma per chi è costretto a macinare tanta strada durante l’anno rimane tutt’ora una delle soluzioni più lungimiranti e oculate. Per il resto, anche l’Ue ha deciso di intervenire sulla questione 2035, aprendo più di uno spiraglio al proseguo della “vita” del motore convenzionale. Non resta che vedere cosa accadrà, tanto della carriera politica in proprio di Vannacci, quanto dell’automotive continentale.