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Un’opzione in più per il negoziato ma il fondo Usa non può acquisire la maggioranza

Ott 25, 2017

L’interesse del fondo speculativo americano Cerberus rappresenta un’opzione in pi sul tavolo negoziale attorno al quale siedono i tre commissari straordinari per strappare le condizioni migliori per la cessione di Alitalia. Cerberus, che secondo il Financial times non ha presentato un’offerta vincolante alla scadenza del 16 ottobre e sarebbe interessato all’acquisizione dell’intero gruppo mettendo sul piatto tra i 100 e i 400 milioni di euro a condizione di poter procedere ad una seria ristrutturazione del gruppo, pu rientrare in partita presentandosi in partnership con uno dei sette pretendenti che invece lo ha fatto, o in alternativa, al termine dell’asta pubblica se la gara non dovesse concludersi in linea con le aspettative di governo e commissari.

Trattandosi di un fondo di private equity extraeuropeo, non potr ambire comunque all’acquisizione della maggioranza. Si tratta di una novit importante considerando che le sette offerte presentate alla scadenza sarebbero tutte relative all’acquisizione di un singolo lotto. Non dell’intero gruppo, come invece vorrebbero governo e commissari di Alitalia. In particolare il lotto Aviation oggetto delle due offerte note; quella presentata da Lufthansa che punta all’acquisizione del lungo raggio e del mercato europeo e da EasyJet. Nel nuovo scenario i tre commissari possono trattare al tavolo senza avere la pistola puntata sulla tempia, visto che hanno avuto dal governo pi e pi soldi, con il prestito ponte lievitato da 600a 900 milioni di euro per assicurare l’operativit dei voli in tutta la fase di negoziazione.

Intanto Alitalia ha chiesto la proroga di altri sei mesi della cassa integrazione straordinaria, fino al 30 aprile e la prossima settimana i tre commissari incontreranno i sindacati. In base alle nuove scadenze, c’ tempo fino al 30 aprile per negoziare, i commissari indicheranno un nome ma la scelta definitiva spetter al governo, e bisogner attendere il via libera da parte dell’Antitrust. Ragione per cui la restituzione dei poco meno 990 milioni (interessi compresi) stata posticipata al 30 settembre. La partita, dunque, ancora lunga.

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