AGI – UniCredit chiude il 2025 con un utile netto di 10,6 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Per il 2026 prevede di ottenere ricavi netti superiori a 25 miliardi, in aumento del 5%, con costi uguali o inferiori a 9,4 miliardi, in calo del 1%, e un utile netto pari a circa 11 miliardi con un Rote superiore al 20%.
Distribuzione ai soci
UniCredit stima di distribuire ai soci complessivamente circa 30 miliardi di euro nei prossimi 3 anni e circa 50 miliardi nei prossimi 5 anni, escludendo l’impiego o la restituzione del capitale in eccesso che sarà valutata di anno in anno.
Dettagli sui risultati 2025
Il quarto trimestre, chiuso con utile netto di 1,8 miliardi (in calo del 30,3% su base trimestrale e a -17,2% anno su anno), e l’intero 2025 sono “da record”, con “aspettative superate su tutte le linee operative, sull’utile netto e sul capitale, nonostante l’assorbimento di 1,4 miliardi di poste straordinarie (nelle linee dei proventi da negoziazione e degli oneri di integrazione) per rafforzare e proteggere ulteriormente la traiettoria di medio periodo futura”, specifica l’istituto in una nota. I ricavi del 2025 sono pari a 24,5 miliardi e i ricavi netti sono pari a 23,9 miliardi, entrambi in linea con lo scorso anno nonostante l’impatto dei minori tassi di interesse. Il Rote a fine anno è al 19,2%, in rialzo di 1,5 punti percentuali. La qualità degli attivi, sottolinea la nota di UniCredit, “si conferma solida” con un rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti netti pari al 1,6%, un costo del rischio nel 2025 pari a 15 punti base e overlay invariati pari a circa 1,7 miliardi. I costi sono sostanzialmente in linea con l’anno precedente e pari a 9,4 miliardi, con l’aumento del perimetro e gli investimenti interamente assorbiti, risultanti in un rapporto costi/ricavi fra i migliori del settore pari al 38%, mentre “continuiamo ad investire in modo considerevole per supportare la crescita futura”. Il Cet1 ratio a fine periodo risulta “solido” al 14,7%, grazie ad una robusta generazione organica di capitale nel 2025 pari a 382 punti base che ha assorbito l’impatto di 9,5 miliardi di distribuzioni e, insieme ad altre leve, l’impatto del consolidamento a patrimonio netto di alcuni investimenti. La riduzione del Cet1 ratio anno su anno è interamente trainata da impatti una tantum legati alla regolamentazione e alla tassa sulle banche in Italia.
La visione di Andrea Orcel
UniCredit “ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025 raggiungendo 10,6 miliardi di utile netto, in rialzo del 14% rispetto allo scorso anno, ed un Rote del 19,2%, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, e superando le nostre stesse aspettative”. Così Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit. “Questo risultato – aggiunge – è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi nell’anno, anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo. Abbiamo concluso l’anno con un solido Cet1 ratio del 14,7% e una distribuzione agli azionisti tra le migliori nel settore per 9,5 miliardi, dei quali 4,75 miliardi in dividendi. Abbiamo dato prova ulteriore di una efficienza operativa fra le migliori nel settore e pari al 38%. La nostra ambizione sta portando con costanza a sovraperformare in termini di crescita redditizia e in grado di generare capitale e in termini di distribuzioni, e siamo fiduciosi di poter mantenere questa traiettoria nei prossimi cinque anni”. “Guardando avanti, la forza combinata delle nostre persone, delle nostre fabbriche prodotto, della nostra capacità di servire i clienti con un approccio multicanale, e delle nostre risorse nell’ambito digitale, dei dati e della IA supporta la nostra ambizione di conseguire una crescita redditizia attrattiva e in grado di generare capitale che porti ad un utile netto pari a circa 13 miliardi e ad un Rote superiore al 23% nel 2028, con la prospettiva di un ulteriore miglioramento nel 2030″, prosegue Orcel che conclude: “Rimaniamo focalizzati su una esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico e siamo entusiasti di quello che il futuro ha in serbo per UniCredit, per i nostri investitori, per i nostri clienti, per le nostre persone e per le nostre comunità“.
Prospettive 2028
Nel 2028 l’istituto guidato da Andrea Orcel prevede ricavi netti pari a circa 27,5, in crescita ad un tasso medio annuo (CAGR) del 5% nel periodo 2025-2028, per costi nel 2028 inferiori a 9,2 miliardi, in calo ad un CAGR del -1% nel periodo considerato, per un utile netto pari a circa 13 miliardi, per un Rote superiore al 23% e per una crescita a doppia cifra di EPS e DPS nel periodo 2025-2028 con una costante traiettoria positiva anche successivamente.
Da UniCredit Unlocked a Unlimited
Il completamento di ‘UniCredit Unlocked‘ – sottolinea l’istituto – ha portato al raggiungimento di venti trimestri consecutivi di “una crescita redditizia di qualità e in grado di generare capitale, che riflettono cinque anni di attuazione disciplinata del piano”. Pertanto, si attua la transizione da ‘Unlocked’ ad ‘Unlimited‘ per il periodo 2026-2028, con basi al 2030: “entriamo nel 2026 sostenuti da un forte slancio e ampie protezioni, puntando ad offrire una proposta di investimento di livello superiore accelerando verso un decennio di sovraperformance“, specifica la banca. ‘UniCredit Unlimited‘ punterà sulla crescita della quota di mercato nei segmenti di qualità e sulla reimpostazione della frontiera dell’efficienza in quanto ad eccellenza operativa e del capitale, accelerando ulteriormente la crescita dei ricavi di qualità e intensificando gli sforzi sulla trasformazione, tutto questo supportato dal costante autofinanziamento degli investimenti su tecnologia, dati e IA.