• 11 Aprile 2026 13:17

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Un risparmio di oltre il 40% alla pompa, perché il passaggio a GPL e metano conviene

Apr 11, 2026

Il prezzo dei carburanti continua a salire e, come spesso accade, quando benzina e diesel diventano sempre più pesanti per il portafoglio, tornano a farsi largo soluzioni alternative. Tra queste, GPL e metano non sono certo una novità, ma nelle ultime settimane stanno vivendo una nuova fase di interesse.

Non si tratta solo di una questione economica, anche se è quella che colpisce di più: vedere il prezzo al litro decisamente più basso rispetto ai carburanti tradizionali è un richiamo difficile da ignorare. Ma quanto si risparmia davvero? E soprattutto, conviene ancora oggi scegliere un’auto bifuel o convertire quella che si ha già?

L’Italia sceglie il bifuel

Guardando ai numeri, il quadro è chiaro: l’Italia è da sempre uno dei Paesi europei più legati alla doppia alimentazione. Oggi nello stivale circolano oltre 3 milioni di auto a GPL e circa 1 milione a metano, segno di una diffusione ormai consolidata.

Non è un caso. Da un lato c’è il fattore economico, dall’altro quello ambientale. GPL e metano producono meno emissioni rispetto a benzina e diesel e, con l’arrivo di soluzioni come biometano e bio GPL, stanno diventando sempre più interessanti anche in ottica sostenibilità. Chi guida un’auto bifuel lo sa bene: il vantaggio non è solo teorico. Basta fermarsi alla pompa per accorgersi della differenza. E in un periodo storico in cui ogni pieno pesa sempre di più, questa differenza diventa tutt’altro che marginale.

Costi: quanto costa davvero il passaggio

Passare a GPL o metano, però, non è gratis. Se non si acquista un’auto già predisposta bisogna convertire quella che si possiede, e perciò mettere in conto un investimento iniziale. In media, l’installazione di un impianto bifuel si aggira intorno ai 2.000 euro. Una cifra che può variare a seconda del modello e della complessità dell’intervento, ma che rappresenta una buona base di riferimento.

Poi c’è la manutenzione, leggermente più articolata rispetto a un’auto tradizionale. Nel caso del GPL, il serbatoio ha una durata di circa 10 anni, dopodiché va sostituito con una spesa intorno ai 300 euro. A questo si aggiungono interventi periodici, come il cambio dei filtri. Il metano richiede un’attenzione diversa: le bombole devono essere collaudate ogni 4 anni e sostituite dopo circa 20 anni. Non sono costi proibitivi, ma vanno considerati nel calcolo complessivo.

Il risparmio del 40%: numeri alla mano

Il vero punto, però, resta uno: quanto si risparmia davvero? Secondo i dati più recenti condivisi da Ecomotive Solutions, il risparmio utilizzando le ultime centraline Venus e Mercury di GPL o metano può superare il 40% rispetto ai carburanti tradizionali. Una percentuale significativa, soprattutto se si considera che include anche il consumo residuo di benzina, che resta necessario per il funzionamento del sistema e può variare tra il 7% e il 20%.

Tradotto nella vita quotidiana, significa che chi percorre un numero non irrilevante di chilometri all’anno, diciamo 15.000 km o più, può ammortizzare l’investimento iniziale in tempi relativamente brevi. È qui che il bifuel torna davvero competitivo: non tanto per chi usa l’auto occasionalmente, ma per chi la vive ogni giorno, tra lavoro, spostamenti e viaggi. 

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