• 18 Aprile 2021 10:29

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Ue, la Francia pronta a non rispettare il patto di stabilità

Set 28, 2016

PARIGI – Anche in Francia occhi puntati sulla Loi des Finances del governo. Il ministro delle Finanze Michel Sapin ha presentato la legge di bilancio per il 2017. La gauche mantiene (almeno a parole) la promessa fatta alla Commissione europea: per la prima volta da quando esiste il Patto di Stabilità, il deficit dovrebbe scendere sotto al 3%, esattamente al 2,7% del Pil, rispetto al 3,3% del 2016.

Cinque anni fa François Hollande aveva promesso di ridurre drasticamente il deficit, allora al 4,8% e che finora non è mai stato allineato con i parametri di Bruxelles. Ma ci sono molti dubbi sulla possibilità reale che avvenga. L’organo di controllo sui conti pubblici – Haut Conseil des finances publiques – ha già bocciato la credibilità della legge di bilancio, giudicando”improbabile” la previsione del 2,7% di deficit sul Pil, anche perché la sinistra, con la campagna elettorale per le presidenziali di maggio che si avvicina, ha varato sgravi fiscali per circa 5 milioni di contribuenti (pari a 1 miliardo di euro di mancato gettito) e nuove spese (pari a 7,4 miliardi di euro). A suscitare perplessità è anche la previsione di crescita (1,5%) inserita nella Loi des Finances, giudicata troppo ottimista da molti esperti. Il Fondo monetario ha già abbassato a 1,2% l’aumento del Pil francese per l’anno prossimo.

“Abbiamo presentato un bilancio serio e coerente” si è difeso il ministro Sapin. La spesa pubblica francese rimane tra le più alte d’Europa, pari al 54,6%, ma Hollande può rivendicare di aver tagliato due punti rispetto all’inizio del suo mandato, con risparmi in particolare sul sistema sanitario e gli enti locali. “In tutto abbiamo realizzato 46 miliardi di risparmi tra il 2012 e il 2017” ha precisato Sapin.

D’altro canto si sa che se la destra vincerà le prossime elezioni a maggio, come sembra probabile almeno stando agli attuali sondaggi, la Francia non cambierà la Loi des Finances e non rispetterà il famoso parametro del 3%. Lo ha detto chiaramente Nicolas Sarkozy (“Ora la priorità è sostenere la crescita”) e lo dicono tutti gli altri candidati alle primarie a destra, compreso Alain Juppé (che ipotizza però di sforare solo nel 2017 per tornare sotto al 3% l’anno dopo). Mentre il governo italiano è costretto in questi giorni a trattare la flessibilità e combattere per uno zero virgola in più sul deficit, in Francia è è quasi certo che nel 2017 non saranno rispettati i parametri di Bruxelles.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close