• 6 Febbraio 2026 9:42

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Truffa casello autostradale, l’sms che ti svuota il conto: come difendersi

Feb 6, 2026

Ti arriva un messaggio sul telefono mentre sei al lavoro, in coda o magari appena sceso dall’auto. Poche righe, tono formale, un avviso che parla di un mancato pagamento del pedaggio autostradale. L’importo è minimo: 3,5 euro. Una cifra che non fa scattare immediatamente l’allarme e che, anzi, spinge molti a pensare “meglio pagare subito ed evitare problemi”. È proprio qui che scatta la trappola. Perché dietro quell’sms apparentemente innocuo si nasconde una truffa ben organizzata, capace in pochi click di svuotare conti correnti e rubare l’identità digitale delle vittime.

Negli ultimi mesi le segnalazioni si sono moltiplicate in tutta Italia e il fenomeno riguarda chiunque utilizzi l’autostrada, indipendentemente dal fatto che paghi al casello, con Telepass o tramite app. La truffa gioca sulla fretta, sulla distrazione e su un dettaglio psicologico semplice ma efficace: nessuno vuole ritrovarsi con una sanzione per un pedaggio non pagato.

Come riconoscere la truffa

Il primo campanello d’allarme arriva già dal numero di telefono. Gli sms truffa, molto spesso, provengono da numerazioni estere o comunque non riconducibili a enti ufficiali italiani. Ma non è l’unico indizio. Il messaggio, infatti, è quasi sempre vago: non vengono indicati con precisione la data del presunto mancato pagamento, il tratto autostradale interessato o il casello di riferimento. In alcuni casi manca perfino l’importo esatto da saldare.

Il vero cuore della truffa è però il link contenuto nel messaggio. Cliccandoci sopra si viene indirizzati verso un sito web che, a un primo sguardo, sembra quello di Autostrade per l’Italia o di un servizio di pagamento ufficiale. Loghi, colori e impostazione grafica sono studiati per risultare credibili. A tradire l’inganno è l’URL, che non corrisponde mai a un dominio ufficiale.

Una volta sulla pagina, tutto è costruito per spingere l’utente ad agire in fretta: avvisi di possibili sanzioni, scadenze imminenti, linguaggio burocratico. Ed è proprio la fretta il miglior alleato dei truffatori.

Cosa si rischia davvero

I dati inseriti in questi siti, come quelli anagrafici e i codici della carta di credito, danno libero spazio all’utilizzo dei criminali per svuotare i conti corrente oppure rubare l’identità digitale per commettere altri reati. In alcuni casi, le pagine truffaldine nascondono anche software malevoli che vengono installati in modo invisibile sullo smartphone o sul computer, aprendo la porta ad accessi non autorizzati futuri.

Il rischio, quindi, è molto più ampio di quanto sembri: non si tratta solo di perdere qualche decina o centinaio di euro, ma di compromettere la propria sicurezza digitale nel lungo periodo.

Quindi cosa fare

La prima regola è semplice quanto fondamentale: non cliccare mai sul link contenuto nell’sms. Anche solo aprire la pagina può esporre a rischi. Il messaggio va cancellato, ma prima è utile fare uno screenshot, che può tornare utile per una segnalazione.

In caso di ricezione di questi sms, è consigliabile inoltrare la segnalazione alla Polizia Postale, attraverso i canali ufficiali disponibili online. Un gesto che richiede pochi minuti ma che aiuta a contrastare un fenomeno in continua evoluzione.

Chi utilizza abitualmente servizi di pagamento elettronico dei pedaggi può verificare direttamente dall’app o dal proprio account se risultano comunicazioni ufficiali. In alternativa, il consiglio è di contattare Autostrade per l’Italia esclusivamente tramite i canali ufficiali, evitando numeri o link presenti nel messaggio sospetto.

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