È bastato un istante — quel secondo in cui la vita umana può cambiare per sempre — a trasformare un tratto di autostrada in una scena da brivido. Un automobilista, con un piano che sembrava uscito da un film, ha provato a trasformare un incidente in un “guadagno facile” sfruttando un grosso camion in arrivo alle sue spalle. Ma la prontezza di riflessi del conducente del mezzo pesante ha evitato quello che avrebbe potuto diventare un disastro catastrofico.
La dinamica della vicenda
L’episodio, ripreso da altre telecamere di bordo presenti sul tratto stradale e poi diffuso online, mostra un’auto che rallenta bruscamente senza alcuna ragione apparente davanti a un camion in avvicinamento. L’intento non sarebbe stato quello di evitare un pericolo, ma di provocare volontariamente un tamponamento per ottenere poi un ricco risarcimento dall’assicurazione. Si tratta di una truffa di tipo “crash-for-cash”, in cui la collisione non è accidentale ma strumentale a un guadagno illecito: una pratica che negli Stati Uniti è abbastanza diffusa e negli ultimi anni ha portato a indagini e arresti da parte delle autorità.
Quando il camionista ha visto l’auto frenare all’improvviso, ha evitato con un’azione prontissima il colpo contro il mezzo davanti a lui. Il camion si è arrestato a pochi metri di distanza, evitando la tragedia. Il rischio, in un incidente a quella velocità e con un mezzo di decine di tonnellate, avrebbe potuto essere mortale non solo per l’automobilista sospetto ma per tutti gli altri utenti della strada.
Nel mondo capitano queste azioni illecite
Quello che è accaduto subito dopo è un’altra pagina significativa di questa vicenda: altri camionisti presenti, accortisi della dinamica sospetta, si sono fermati. Invece di limitarsi a guardare, si sono avvicinati all’automobilista, rimproverandolo duramente per quella manovra pericolosa che aveva messo a rischio vite innocenti. Le immagini parlano di rabbia, incredulità e paura di cosa sarebbe potuto succedere se il camionista attento non fosse intervenuto. E qualche “scapaccione” è volato.
Queste truffe non sono un’eccezione isolata. Negli Stati Uniti, per esempio, sono state portate alla luce reti criminali che organizzavano veri e propri incidenti simulati sulle highways, con persone incaricate di provocare collisioni per poi avanzare richieste fraudolente alle assicurazioni. In alcuni casi questi schemi, chiamati proprio “cash-for-crash”, sono costati alle compagnie e indirettamente agli automobilisti onesti milioni di dollari e hanno portato a arresti e incriminazioni.
Capita anche in Italia
Il fenomeno non è neppure nuovo: casi giudiziari italiani e internazionali degli ultimi decenni raccontano come gang specializzate abbiano messo in scena falsi incidenti con certificati medici fasulli, testimonianze costruite ad arte e danni materialmente indotti per ottenere risarcimenti. Anche in Italia, indagini hanno svelato associazioni che simulavano incidenti stradali o falsificavano sinistri, con centinaia di falsi sinistri documentati.
Il motivo di tanto rischio? È semplice: le assicurazioni pagano. E spesso compensano non solo i danni materiali ma anche quelli fisici dichiarati dai presunti feriti. Questo crea un incentivo perverso per chi è disposto a giocare con la sicurezza propria e altrui per guadagnare qualche migliaio di euro.
Le forze dell’ordine da anni cercano di contrastare questi schemi, obbligando a fornire prove sempre più rigorose nelle richieste di risarcimento e invitando all’uso di dispositivi di registrazione come dashcam proprio per documentare dinamiche sospette. I camionisti, in questo senso, sono stati spesso i migliori alleati della giustizia: dotati di sistemi di registrazione e abituati a viaggiare su lunghe distanze, hanno più di una volta documentato incidenti anomali che poi hanno aiutato nelle indagini.