Una targa automobilistica con una scritta scelta direttamente dal proprietario, anziché la tradizionale combinazione alfanumerica assegnata dalla Motorizzazione. Una possibilità già contemplata dalla legislazione italiana, ma mai diventata operativa. Adesso il Governo punta a sbloccarla attraverso la legge di Bilancio 2027, introducendo un servizio a pagamento destinato a chi desidera personalizzare la propria automobile.
La novità è stata annunciata dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la presentazione della manovra economica. “Una nota che si potrebbe definire di colore“, ha spiegato, illustrando una misura che potrebbe modificare un elemento identificativo rimasto sostanzialmente uniforme per decenni.
Il provvedimento, tuttavia, non significa che le targhe personalizzate siano già disponibili. Prima dell’effettiva introduzione serviranno le disposizioni necessarie a disciplinare richieste, assegnazioni e caratteristiche delle combinazioni consentite.
Quanto costeranno
Il prezzo indicato per ottenere una targa personalizzata è di 600 euro, una somma aggiuntiva rispetto alle normali procedure di immatricolazione. La ripartizione prevista attribuisce 500 euro al Poligrafico dello Stato e i restanti 100 euro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La personalizzazione sarà facoltativa: chi non intenderà usufruirne potrà continuare a utilizzare il sistema ordinario di assegnazione delle targhe.
Meloni ha sottolineato il carattere particolare dell’iniziativa, dichiarando: “Ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo“. L’interesse principale riguarda la possibilità di scegliere una sequenza riconoscibile, magari collegata a un nome, a una passione o a un’espressione personale.
Non è però ancora definito quali caratteri saranno ammessi, quale lunghezza potranno avere le combinazioni e quali criteri verranno applicati per escludere scritte inappropriate o già assegnate. Sono aspetti fondamentali, perché una targa deve rimanere leggibile, univoca e compatibile con i sistemi utilizzati per identificare i veicoli.
Una possibilità prevista dal Codice della Strada dal 2002
L’introduzione delle targhe personalizzate non rappresenta un’idea completamente nuova nell’ordinamento italiano. La possibilità di scegliere una combinazione alfanumerica era stata prevista già nel 2002, ma l’assenza delle necessarie norme attuative ne ha impedito l’applicazione concreta.
Sono trascorsi quindi ventiquattro anni senza che gli automobilisti potessero effettivamente richiedere una targa differente da quella attribuita attraverso la procedura ordinaria. La manovra 2027 punta a superare questo ostacolo, ma il percorso normativo dovrà essere completato prima dell’avvio del servizio.
Un’altra caratteristica importante riguarda il rapporto tra targa e automobile: la targa rimarrà associata al veicolo, non alla persona che ne ha richiesto la personalizzazione. Questo significa che, in caso di vendita, la combinazione scelta accompagnerà l’automobile anche nel successivo passaggio di proprietà, salvo eventuali diverse disposizioni future.
Quali sono le reazioni
L’annuncio ha suscitato anche critiche politiche. Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, ha contestato la misura, accusando il Governo di voler ottenere ulteriori entrate dagli automobilisti. Dall’Esecutivo, invece, la personalizzazione viene presentata come un’opportunità aggiuntiva per gli automobilisti, senza alcun obbligo di adesione.
Resta soprattutto da chiarire il calendario. L’inserimento nella legge di Bilancio non comporta automaticamente l’apertura delle richieste dal primo gennaio 2027. Come evidenziato anche dall’ACI, l’effettiva disponibilità dipenderà dall’adozione delle norme attuative e dall’organizzazione delle procedure amministrative.
Soltanto allora sarà possibile conoscere le modalità di prenotazione, i tempi di rilascio e le eventuali limitazioni sulle scritte. Per il momento, dunque, i 600 euro rappresentano il costo prospettato per un servizio che deve ancora superare gli ultimi passaggi normativi prima di diventare accessibile agli automobilisti italiani.