• 19 Ottobre 2026 18:04

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Targhe auto difettose, scatta l’allarme: rischio multa e di non passare la revisione

Ott 19, 2026

Un’automobile può essere perfettamente funzionante e trovarsi comunque nell’impossibilità di superare la revisione. La responsabilità, in alcuni casi, non è del motore, dei freni o delle emissioni, ma di un elemento apparentemente secondario: la targa. In diverse zone d’Italia stanno emergendo segnalazioni di targhe deteriorate, con lettere e numeri che perdono progressivamente la loro leggibilità.

Il problema riguarda soprattutto la pellicola riflettente, che in determinati lotti di produzione sembra deteriorarsi con il passare degli anni. Le conseguenze possono essere particolarmente fastidiose per gli automobilisti, costretti ad affrontare una procedura di sostituzione che può superare i 200 euro. Esiste però una disposizione ministeriale che, in presenza di specifiche condizioni, potrebbe consentire di evitare il pagamento.

Targhe deteriorate, perché la revisione diventa un problema

A richiamare l’attenzione sul fenomeno ciò che sta accadendo agli uffici dell’ACI, specie nel Nord Italia, dove si stanno registrando numerose richieste di sostituzione. Il deterioramento non interessa necessariamente la struttura metallica della targa, ma il rivestimento che permette di riflettere la luce e garantire il riconoscimento dei caratteri anche in condizioni di illuminazione difficili.

Una targa può apparire ancora leggibile a occhio nudo, ma risultare problematica per le telecamere di riconoscimento automatico utilizzate, per esempio, negli accessi ai parcheggi. Nel servizio televisivo viene mostrata un’automobile immatricolata sedici anni fa, la cui targa presenta proprio questo inconveniente.

La leggibilità della targa è un requisito necessario per la circolazione. Quando il deterioramento compromette l’identificazione del veicolo, possono quindi sorgere problemi anche durante la revisione periodica.

Quanto costa sostituire le targhe

Secondo alcuni esperti, il fenomeno ha assunto dimensioni significative. Nell’ultimo anno si sono registrate giornate con oltre dieci sostituzioni di targhe deteriorate. La procedura ordinaria richiede generalmente tra venti e trenta minuti per ottenere le nuove targhe e aggiornare la documentazione del veicolo.

Il costo, tuttavia, parte da circa 200 euro, una cifra che può risultare particolarmente sgradita quando il deterioramento non dipende da urti o comportamenti del proprietario. C’è poi un errore da evitare assolutamente: tentare di ripristinare autonomamente lettere e numeri utilizzando pennarelli, vernici o altri prodotti.

Il Codice della Strada non consente di alterare o ritoccare arbitrariamente le targhe. Un intervento artigianale, anche se effettuato con l’intenzione di migliorarne la leggibilità, può esporre il conducente a sanzioni. La soluzione corretta consiste nel rivolgersi agli uffici competenti per verificare la procedura applicabile.

Quando la sostituzione può essere gratuita

Non tutti sanno che esiste una specifica tutela per le targhe deteriorate a causa di difetti produttivi. Una circolare ministeriale del 20 febbraio 2002 disciplina infatti le situazioni nelle quali il problema sia riconducibile ai materiali impiegati oppure a errori verificatisi durante la fabbricazione.

In queste circostanze, gli uffici della Motorizzazione possono ritirare le targhe danneggiate per consentire gli accertamenti necessari. Qualora venga effettivamente riconosciuto un difetto di produzione, è prevista la sostituzione a carico del Poligrafico dello Stato, senza costi per il proprietario.

Questo non significa che qualsiasi targa scolorita possa essere cambiata gratuitamente: occorre distinguere il normale deterioramento dall’eventuale difetto originario. Prima di sostenere la spesa per una nuova immatricolazione, quindi, è opportuno chiedere alla Motorizzazione se il proprio caso possa rientrare nella procedura prevista dalla circolare.

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