• 4 Aprile 2026 14:51

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Taglio accise benzina, in arrivo la proroga fino al 30 aprile

Apr 2, 2026

Il taglio delle accise sui carburanti potrebbe continuare ancora per qualche settimana. Dopo giorni di voci e attese, arriva una conferma importante: l’esecutivo starebbe preparando una proroga fino al 30 aprile. A dare un’indicazione chiara è stato il ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti, che ha anticipato la volontà del governo di intervenire a breve. Una decisione che arriva in un momento delicato, con i prezzi alla pompa che continuano in modo ininterrotto a salire e una situazione internazionale ancora incerta sul fronte energetico.

Il nodo delle coperture finanziarie

Se la volontà politica sembra ormai definita, resta aperta la questione più complessa: trovare le risorse per finanziare la misura. Il Ministro Foti ha cercato di rassicurare, spiegando che il provvedimento è imminente: “Il taglio delle accise lo faremo in settimana, tra pochi giorni”.

Dietro le quinte, però, si gioca una partita più articolata. Il governo guidato da Giorgia Meloni è al lavoro insieme al Ministero dell’Economia, con Giancarlo Giorgetti in prima linea, per individuare le coperture necessarie. I numeri da mettere in campo non sono affatto banali: si parla di cifre tra i 500 e i 600 milioni di euro per mantenere lo sconto attuale, pari a circa 24,4 centesimi al litro (iva compresa). Una misura che, se confermata, continuerebbe ad alleggerire almeno in parte il peso dei carburanti su famiglie e imprese, che altrimenti sarebbe difficile da mantenere per i ceti più bassi e per chi l’auto la usa tutti i giorni.

Intanto i prezzi aumentano

Paradossalmente, mentre si discute di proroghe e interventi, i prezzi alla pompa continuano a muoversi verso l’alto. E questo nonostante un temporaneo calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Negli ultimi due giorni, i numeri in autostrada parlano chiaro:

il diesel è passato da circa 2,118 euro/litro a 2,142 euro/litro;
la benzina è salita da 1,813 euro/litro a 1,821 euro/litro.

Un incremento piccolo ma costante, e soprattutto significativo se letto in maniera contestuale con il prezzo del barile in discesa. Una dimostrazione di come il costo finale in questo caso non venga influenzato solo dal greggio, ma anche da dinamiche di mercato e previsioni geopolitiche che rimangono incerte. 

Allo stesso tempo però gli automobilisti accusano le compagnie di cavalcare la paura dell’austerità come deterrente per gestire il prezzo e aumentare i margini, andando a intaccare un rapporto sempre più difficile.

Si va verso l’austerità?

A rendere ancora più complesso lo scenario è la situazione internazionale, in particolare quella legata allo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici per il traffico mondiale di petrolio. Qualsiasi tensione in quell’area ha effetti immediati sui mercati globali, e quindi anche sui prezzi alla pompa in Europa.

Non c’è da dimenticarsi poi che l’Italia deve fare i conti con i vincoli di bilancio. Il rispetto del famoso tetto del 3% del deficit resta un obiettivo centrale, e misure come il taglio delle accise rischiano di diventare difficili da sostenere nel lungo periodo. Il rischio, se la situazione dovesse protrarsi, è quello di dover scegliere tra il sostegno immediato ai consumatori e la stabilità dei conti pubblici. Una decisione tutt’altro che semplice, che potrebbe aprire la strada a politiche più restrittive nei prossimi mesi.

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