• 7 Giugno 2026 15:46

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Tacchi alti al volante: quando possono diventare un problema

Giu 7, 2026

Il Codice della Strada non impone un modello di scarpa a chi si mette al volante e di conseguenza non c’è una norma che proibisca décolleté, sandali con tacco, zeppe o calzature eleganti. C’è però un aspetto, tutt’altro che implicito, da non sottovalutare e riguarda la capacità del conducente di mantenere il pieno controllo dell’auto, di frenare, di modulare acceleratore, freno e frizione e di reagire davanti a un ostacolo improvviso.

Il tema torna ciclicamente di attualità perché riguarda una situazione molto comune. Una cena, un matrimonio, un evento di lavoro, una cerimonia o una semplice serata elegante possono mettere chi guida davanti a una scelta pratica: tenere ai piedi le scarpe abbinate all’abito oppure cambiarle prima di partire?

Perché i tacchi possono complicare la guida

Il Codice della Strada non contiene dunque una disposizione dedicata alle calzature. Non indica un’altezza massima del tacco, non vieta la guida con scarpe aperte e non stabilisce l’obbligo di indossare scarpe chiuse. In pratica non disciplina il singolo accessorio, ma valuta il comportamento del conducente.

Il riferimento di base è l’articolo 140, che impone agli utenti della strada di comportarsi in modo da non creare pericolo o intralcio per la circolazione e da salvaguardare la sicurezza stradale. Accanto a questo principio generale, l’articolo 141 stabilisce che il conducente deve sempre conservare il controllo del veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, compreso l’arresto tempestivo davanti a un ostacolo prevedibile.

Il problema nasce quando la calzatura impedisce o riduce la capacità di guidare in modo sicuro. Ad esempio se il piede scivola dal pedale, se il tacco si incastra nel tappetino, se la suola non consente una pressione sul freno, se il movimento tra acceleratore e freno diventa lento o impreciso.

Dal punto di vista pratico, i tacchi alti possono interferire con tre aspetti della guida: sensibilità sul pedale, stabilità del piede e rapidità di movimento. Una scarpa con tacco sottile modifica l’appoggio naturale del piede, solleva il tallone e rende meno fluido il passaggio dall’acceleratore al freno. Una zeppa molto alta riduce la percezione della pressione esercitata sui pedali perché crea uno spessore rigido tra la pianta del piede e il comando dell’auto. Un sandalo elegante, aperto dietro o poco stabile, può sfilarsi e non garantire l’aderenza necessaria.

Il tallone durante la guida non è un dettaglio. Nella maggior parte delle manovre quotidiane, il piede destro lavora facendo perno sul pavimento dell’auto. Da quella posizione il conducente calibra la pressione sui pedali in base alla situazione. Se il tacco obbliga il piede a restare sollevato o in una posizione innaturale, il controllo diventa meno preciso. Nelle auto con cambio manuale il problema riguarda anche il piede sinistro perché la frizione richiede sensibilità e una corsa completa del pedale.

Il rischio aumenta in città dove frenate, ripartenze, attraversamenti pedonali, precedenze, ciclisti e scooter impongono movimenti continui e rapidi. La tecnologia aiuta, certo: ABS, assistenza alla frenata, cambio automatico e sistemi Adas riducono alcuni margini di rischio. Nessun dispositivo elimina però la necessità di un intervento corretto da parte del conducente.

Quando può scattare una contestazione

Nessun agente può multare una persona solo perché indossa tacchi alti. La contestazione può invece materializzarsi quando la calzatura viene collegata a una condotta di guida insicura come una frenata tardiva, una manovra brusca, una perdita di controllo, un tamponamento o un investimento evitabile.

In altre parole la scarpa diventa la possibile causa o concausa di una guida non sicura. Se un conducente procede regolarmente, mantiene il controllo dell’auto e non crea situazioni di pericolo, la presenza dei tacchi non basta di per sé a fondare una sanzione. Se invece dopo un sinistro emerge che il tacco si è incastrato, che il piede è scivolato o che la calzatura ha impedito una frenata corretta, cambia il discorso.

La norma da consultare è l’articolo 141 del Codice della Strada perché impone a chi guida di essere sempre in grado di compiere le manovre necessarie in sicurezza. Un tacco largo e non troppo alto può essere meno problematico di un tacco a spillo molto instabile. Una scarpa elegante con suola aderente garantisce più controllo di una ciabatta da mare. Una zeppa rigida può essere insidiosa perché riduce la sensibilità sul pedale.

Il nodo delle compagnie assicurative

La compagnia assicurativa non può rifiutarsi di risarcire il terzo danneggiato solo perché il conducente responsabile indossava scarpe con il tacco. La responsabilità civile auto serve proprio a tutelare chi subisce il danno. Altro discorso riguarda la valutazione delle responsabilità, le coperture accessorie e le condizioni contrattuali della polizza. Se l’incidente è stato causato da una manovra errata e dagli accertamenti emerge che la calzatura ha inciso sulla capacità di frenare o controllare l’auto, questo elemento può pesare nella ricostruzione del sinistro.

Lo stesso ragionamento vale per le infradito, le ciabatte, i sandali aperti, gli zoccoli, gli stivali troppo rigidi o la guida a piedi nudi. Anche in questi casi non esiste un divieto assoluto nel Codice della Strada, ma resta fermo l’obbligo di guidare in condizioni di pieno controllo. Una ciabatta può scivolare sotto il pedale, l’infradito può piegarsi o incastrarsi, uno stivale pesante può rendere difficile dosare la pressione, un piede nudo può perdere aderenza se sudato o non riuscire a imprimere la forza in una frenata d’emergenza.

La soluzione più pratica resta anche la più banale: tenere in auto un paio di scarpe comode da usare solo durante la guida. Possono essere ballerine, sneakers leggere, mocassini morbidi o calzature basse con suola aderente.

Conviene anche fare attenzione ai tappetini dell’auto. Un tappetino non fissato può muoversi, arricciarsi e interferire con i pedali e aggravare il rischio quando si indossano scarpe con tacco o suole poco adatte. La zona pedaliera deve restare libera, pulita e priva di oggetti.

Cambio automatico il rischio non sparisce

Le auto con cambio automatico riducono una parte del problema perché eliminano l’uso della frizione. Questo non significa che i tacchi diventino innocui. Il piede destro resta responsabile dell’acceleratore e del freno. Una scarpa instabile può comunque rallentare il passaggio tra i pedali generare un movimento impreciso.

Anche i sistemi di assistenza alla guida non autorizzano leggerezze. La frenata automatica d’emergenza può intervenire in determinate condizioni, ma non sostituisce il controllo umano in ogni scenario. Il cruise control adattivo aiuta nei trasferimenti autostradali, ma non libera il conducente dall’obbligo di vigilare. L’auto moderna è più sicura di quella di vent’anni fa, ma resta un mezzo che richiede piena capacità di intervento.

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