• 26 Gennaio 2026 19:01

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Supercar analogica da 600 CV: porta la leggerezza all’estremo

Gen 26, 2026

In un panorama automobilistico sempre più omologato, dove l’elettrificazione avanza come un dogma e le assistenze elettroniche si moltiplicano fino a diventare una seconda coscienza del guidatore, la Donkervoort P24 RS appare come un autentico bastian contrario. E proprio per questo affascina gli appassionati più veraci. Non ricerca il consenso facile né l’”effetto wow” tipico di questi tempi, perché la sua forza risiede principalmente nella cara e vecchia meccanica. Dunque, siamo al cospetto di una supercar che rifiuta la mediazione, che rimette al centro del pianeta la guida e il dialogo diretto tra uomo e macchina.

La passione costa cara

La P24 RS è l’ultima espressione della filosofia Donkervoort, piccolo costruttore olandese con sede a Lelystad, fondato nel 1978 e rimasto orgogliosamente a conduzione familiare. Una realtà che, da sempre, ha fatto della leggerezza estrema e della purezza tecnica la propria cifra stilistica. In un’epoca in cui le supercar diventano sempre più complesse e pesanti, la Donkervoort continua a sottrarre invece che aggiungere. E lo fa in modo quasi provocatorio.

Prodotta in appena 150 esemplari, a un prezzo che parte da 298.500 euro, la P24 RS nasce per rispettare i rigidi vincoli normativi riservati alle piccole serie. Ma anziché viverli come un limite, Donkervoort li ha trasformati in un’opportunità per ripensare completamente il progetto. Il risultato è una vettura radicale, che abbandona ogni forma di compromesso superfluo.

Un bel motore V6

Al centro del progetto risiede il motore V6 biturbo di origine Ford da 3,5 litri, interamente in alluminio, capace di erogare fino a 600 CV e 800 Nm di coppia. Numeri impressionanti, certo, ma è il contesto a renderli quasi irreali: la massa a secco si ferma a soli 780 kg. Il rapporto peso-potenza arriva così a 770 CV per tonnellata, una cifra da hypercar. Le prestazioni sono conseguenza diretta di questa equazione estrema: 0-100 km/h in meno di 2,4 secondi, 0-200 in appena 7,3.

Eppure, ridurre la P24 RS a un semplice esercizio di velocità sarebbe un errore. Donkervoort non ha mai costruito auto per inseguire record, ma per offrire sensazioni coinvolgenti. Emblematica, in questo senso, la presenza del sistema PTC – Power To Choose, che consente al pilota di selezionare tre livelli di potenza: 400, 500 o 600 CV. Una scelta che restituisce centralità al guidatore, permettendogli di adattare il carattere dell’auto al contesto e al proprio stato d’animo.

La trasmissione è manuale

Il cambio manuale a cinque rapporti, leggerissimo, con funzione di rev-matching disattivabile, è un altro certificato del pensiero alla base di tale veicolo. Se il mondo vira verso l’automatismo totale, Donkervoort difende la leva, la frizione e l’errore umano come parte integrante dell’esperienza. Anche telaio e sospensioni seguono la stessa logica funzionale: ammortizzatori attivi Tractive, altezza da terra regolabile e un’aerodinamica studiata per generare 90 kg di carico a 250 km/h, con una velocità massima superiore ai 300 km/h.

Il vero segreto, però, è nascosto nella struttura. La tecnologia Ex-Core, sviluppata internamente, combina tubi in lega e pannelli in carbonio in una sorta di “sandwich” avanzato, composto da fibra di carbonio e schiuma termosensibile. Una soluzione più leggera ed efficiente rispetto ai tradizionali processi in autoclave, oggi utilizzata anche nel motorsport e persino nel settore della Difesa. Il risultato è una rigidità straordinaria a fronte di un peso ridicolo: alcune parti della carrozzeria possono essere sollevate letteralmente con un dito.

C’è infine un aspetto che va oltre la tecnica. La Donkervoort P24 RS è un’auto profondamente personale. La lettera “P” nel nome è dedicata a Phébe, figlia del CEO Denis Donkervoort, così come la precedente F22 rendeva omaggio a Filippa, la primogenita. Un dettaglio che racconta molto: acquistare una Donkervoort non significa solo comprare una supercar, ma entrare in una storia familiare, artigianale e, naturalmente, autentica.

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